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Sprechi, ritardi e contratti segreti, Sofo (Lega): "La campagna vaccinale dell'Ue è un flop"

© REUTERS / Joe Giddens/Pool Vaccino AstraZeneca
Vaccino AstraZeneca - Sputnik Italia
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Tra i primi a sollevare il caso della segretezza dei contratti sottoscritti dall'Ue per l'acquisto dei vaccini anti-Covid, l'eurodeputato leghista Vincenzo Sofo, intervistato da Sputnik Italia, spiega come la mancanza di trasparenza su questi accordi stia mettendo a rischio i cittadini.

Qualche mese fa il tema della segretezza dei contratti per l’acquisto dei vaccini anti-Covid stipulati dall’Ue con le grandi case farmaceutiche sembrava una questione marginale. Nelle scorse settimane, però, la questione è diventata di cruciale importanza di fronte ai tagli, anche significativi, annunciati dalle case farmaceutiche nella consegna delle dosi prenotate dalla Commissione per far partire la campagna vaccinale. Tra i primi a denunciare la mancanza di trasparenza nei mesi scorsi è stato l’eurodeputato leghista Vincenzo Sofo, raggiunto da Sputnik Italia per fare il punto della situazione.

— Che tipo di criticità sono emerse finora dai contratti stipulati dalla Commissione Ue?

— Il governo italiano e il commissario Arcuri hanno annunciato la possibilità di intraprendere azioni legali ma, come ho detto al viceministro Pierpaolo Sileri in un recente dibattito televisivo, credo che si tratti di un bluff per scaricare su altri le proprie responsabilità. Da quello che sappiamo dei contratti, infatti, le scadenze nella consegna sono trimestrali, dunque fino a fine marzo non si può alzare più di tanto la voce. Non solo.

Addirittura nei contratti si dice esplicitamente che entrambi le parti contraenti sono consapevoli che ci potranno essere dei ritardi nella fornitura e si prevedono in tal caso tutta una serie di passaggi intermedi a tutela delle case farmaceutiche volti a ostacolare o quantomeno rallentare azioni di rivalsa da parte degli Stati.

In caso di inadempienza, infatti, viene prevista una penale del 20 per cento del valore delle dosi non consegnate, che aumenta in base ai giorni di ritardo. Ma questa penale non entra in gioco in modo automatico, in quanto prima dell’effettiva applicazione della sanzione è necessario esplorare dei rimedi alternativi come il diritto al rimborso e la cessazione del contratto.

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— Ma almeno voi europarlamentari avete potuto visionare questi contratti?

— In realtà nessun eurodeputato ha potuto vedere i contratti. L'unico che ci è stato messo a disposizione, quello stipulato con CureVac, come ho denunciato e mostrato in un video, era un'ammucchiata di fogli censurati in tutte le parti importanti. Informazioni come il prezzo, le caratteristiche del prodotto, gli accordi sull'approvvigionamento, le responsabilità erano tutte regolarmente annerite. La cosa più incredibile è che anche il contratto fatto con AstraZeneca, che la Von Der Leyen ha pubblicato in nome della trasparenza a seguito dei contrasti con la società farmaceutica, è stato divulgato con 24 pagine su 40 censurate, alcune integralmente.

L’unica cosa certa è che in entrambi i contratti è specificato che ciascuno Stato membro dovrà tenere indenni le aziende da responsabilità connesse ad eventuali danni cagionati a seguito dell’inoculazione del vaccino. Dunque ci sono le famose clausole di deresponsabilizzazione, come denuncio da mesi.

Inoltre, nel contratto sottoscritto con la CureVac c'è una clausola che prevede che la proprietà intellettuale sui brevetti rimanga esclusivamente all’azienda. Viste le condizioni capestro concordate, temo proprio che sia così anche per le altre società.

— A chi fa comodo questa mancanza di trasparenza?

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— Sicuramente alla Commissione europea. Da mesi ho ingaggiato una campagna di denuncia sulla mancanza di trasparenza sui contratti perché durante le audizioni in commissione parlamentare per la Sanità pubblica mi ero reso conto che c'era qualcosa che non andava nelle modalità di avanzamento dei negoziati. E la resistenza dei responsabili europei di queste trattative nel voler dare informazioni era un chiaro sintomo della volontà di nascondere che tipo di accordi si stavano perfezionando. Ricordo ad esempio che inizialmente la Ue aveva smentito l'esistenza delle clausole di deresponsabilizzazione per le case farmaceutiche e soltanto in seguito ad una mia interrogazione parlamentare hanno iniziato ad ammetterne l'esistenza e hanno acconsentito a mettere a disposizione del Parlamento i contratti, premurandosi però di censurarne i contenuti.

È evidente che Big Pharma e Commissione abbiano voluto tenere segrete delle condizioni di acquisto che ora stiamo scoprendo siano particolarmente vantaggiose per le prime, con il risultato di mettere in difficoltà gli Stati membri nell'esecuzione del piano vaccinale.

— È per questo che avete chiesto le dimissioni della commissaria alla Salute?

— La strategia vaccinale lanciata dalla Commissione si è rivelata un flop. Ci ritroviamo con contratti capestro che ci lasciano armi spuntate per mettere sotto pressione le case farmaceutiche nella fornitura dei vaccini. Abbiamo avviato una campagna vaccinale con un vaccino che ora scopriamo che probabilmente abbiamo pagato circa dieci volte più degli altri nonostante anche quelli fossero in dirittura d'arrivo.

Molti Paesi tra i quali l'Italia si ritrovano con una quantità di dosi di molto inferiore a quella programmata a causa del lassismo avuto in fase contrattuale e della mancanza di accordi che garantissero un approvvigionamento celere e privilegiato, cosa che a quanto pare hanno fatto altri paesi extra Ue.

E addirittura si scopre che la Commissione ha consentito che alcuni Stati membri siglassero dei contratti individuali separati, dunque non rispettando l'accordo sulla delega comunitaria per questa gestione sanitaria, per la fornitura di decine di milioni di dosi vaccinali extra che potrebbero aver contribuito ai ritardi nella fornitura a Paesi come l'Italia. E, dulcis in fundo, lo scandalo dei contratti censurati. Direi che ce n'è abbastanza per certificare il fallimento della gestione della strategia vaccinale a livello europeo, cosa che ha peraltro recato un bel danno d'immagine e di credibilità all'Unione Europea. E in questi casi è naturale che i responsabili rimettano il proprio incarico per consentire che si corregga il tiro. Lo si fa a tutti i livelli istituzionali, non vedo perché non lo si debba fare nella Commissione Ue.

— Quali sono i rischi per i cittadini?

— Una delle parti censurate nei contratti è quella relativa ai dati sulla sperimentazione e sulla qualità dei vaccini. D'altronde la stessa Von Der Leyen nel suo discorso durante l'ultima sessione plenaria del Parlamento Europeo ha detto che per i vaccini è stato fatto in dieci mesi quel che normalmente richiede molti anni di lavoro. Dunque ammettendo, cosa che viene scritta anche nei contratti, che la produzione del vaccino anti Covid ha avuto procedure inusuali rispetto al solito, soprattutto per la compressione dei tempi per la sperimentazione. Questo spiegherebbe la necessità di clausole che esentino le società produttrici da responsabilità relative a eventuali problematiche causate dal vaccino.

© AP Photo / Jean-Francois BadiasIl presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen
Sprechi, ritardi e contratti segreti, Sofo (Lega): La campagna vaccinale dell'Ue è un flop - Sputnik Italia
Il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen
Il problema è che un'eventuale sperimentazione inadeguata metterebbe a rischio la tutela della salute dei cittadini, così come - d'altro canto - tale rischio ci sarebbe in caso di ritardi della campagna di vaccinazione, dato che significa ritardo nel raggiungimento dell'immunità di gregge. Inoltre, più ritardi subisce la campagna vaccinale più i governi saranno costretti ad allungare il periodo di restrizioni, con conseguenze economiche devastanti.

E a proposito di risorse economiche, ricordo che quelle usate dall'Ue provengono dalle tasche dei cittadini. Dunque, se emergesse che l'acquisto anticipato di vaccini molto più costosi di altri sia stato ingiustificato, chi sarebbe la vittima di questo spreco di risorse?

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