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Ministero cinese Esteri: i media devono aver rispetto dei fatti e della scienza

© AP Photo / Ng Han GuanA resident wearing a mask against coronavirus walks past government propaganda poster featuring Tiananmen Gate in Wuhan in central China's Hubei province Thursday, April 16, 2020
A resident wearing a mask against coronavirus walks past government propaganda poster featuring Tiananmen Gate in Wuhan in central China's Hubei province Thursday, April 16, 2020 - Sputnik Italia
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I media occidentali continuano ad accusare la Cina di aver esportato il virus e di aver nascosto informazioni in merito alla diffusione del virus nella sua fase iniziale. Ultimamente sono stati resi noti numerosi documentari e indagini.

Il portavoce del Ministero cinese degli Esteri, commentando per Sputnik alcune dichiarazioni apparse sui media, ha sottolineato che tali media dovrebbero rispettare i fatti e la scienza, nonché presentare in maniera oggettiva ed equa gli eventi cinesi e le attività di contrasto alla pandemia poste in essere dalla Cina.

Pochi giorni fa la BBC ha trasmesso l’ennesimo documentario nel quale medici e testimoni raccontano dei 54 giorni di lockdown a Wuhan. Il filmato è stato preceduto da una serie di materiali che criticavano le attività intraprese dalle autorità cinesi un anno fa quando il virus apparve in Cina. Il portavoce del Ministero cinese degli Esteri nella sua risposta scritta a Sputnik spiega il motivo per cui tali dichiarazioni siano infondate:

“La pandemia di nuovo coronavirus ha colpito improvvisamente tutta l’umanità. Serve tempo per studiare e comprendere in che modo contrastare questo virus. Il 27 dicembre 2019, dopo che Zhang Jixian, direttrice sanitaria dell’Ospedale di medicina cinese ed europea della provincia dello Hubei, riferì di aver rilevato casi sospetti della patologia, la Cina adottò immediatamente le misure necessarie e cominciò a comunicare all’estero l’esistenza dell’epidemia in maniera trasparente e responsabile.

Жители гуляют на улице Уханя - Sputnik Italia
Un anno fa Wuhan metteva in quarantena i suoi abitanti

La sera del 19 gennaio 2020 il gruppo di esperti di alto profilo confermò che il virus è a trasmissione umana. La Cina assunse tempestivamente la decisione di bloccare il transito in uscita dalla città di Wuhan, tutte le vie di comunicazione dirette verso la provincia dello Hubei e a Wuhan cominciarono ad essere sottoposte a rigidi controlli, la circolazione fu limitata. Queste misure bloccarono la diffusione del virus. Le modalità di contrasto cinese all’infezione da coronavirus sono assolutamente trasparenti e non potranno essere smentite nemmeno dal tempo”.

Il Ministero cinese degli Esteri ha altresì ricordato che la Cina svolge un ruolo di primo piano nel contrasto alla pandemia: infatti, è stata il primo Paese a riprendere le attività produttive, ad avviare le attività di risanamento dell’economia, a stimolare uno sviluppo socio-economico stabile e ordinato garantendo al popolo condizioni di vita sicure, salutari e libere.

“È possibile forse conseguire questi risultati sottacendo e nascondendo la verità dei fatti? Le persone ragionevoli sapranno trarre le giuste conclusioni. Mentre i media dovranno avere rispetto dei fatti e della scienza, nonché riferire le notizie in maniera oggettiva ed equa soprattutto se si tratta della Cina e del contrasto cinese alla pandemia”, sostiene il Ministero.

È degno di nota il fatto che la quantità di comunicati che criticano la Cina apparsi sui media occidentali siano aumentati dopo l’arrivo a Wuhan degli esperti dell’OMS incaricati di trovare la fonte del coronavirus. Il 28 gennaio gli esperti hanno terminato il periodo di quarantena obbligatoria di 14 giorni e sono stati mandati ad effettuare ricerche in loco.

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