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Meno bambini, più anziani e immigrati: così sarà l'Europa del futuro

© Sputnik . Evgeny UtkinLe persone in un mercato
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Secondo una ricerca dell'Eurostat nel 2100 la popolazione europea potrebbe scendere di 30 milioni. Secondo le proiezioni calerà il numero di nuovi nati e aumenterà l'età mediana della popolazione. Ad equilibrare il saldo tra nati e morti saranno i migranti.

Se le curve demografiche dei Paesi europei dovessero rimanere più o meno invariate nei prossimi anni, l’Europa nel 2100 potrebbe diventare un continente con meno bambini e più anziani.

A dirlo è una proiezione dell’Eurostat, ripresa dal Sole24Ore, che stima come tra 80 anni l’età mediana degli europei aumenterà da 43,7 a 48,8 anni. Il saldo naturale, e cioè la differenza tra nati e morti, si sposterà verso la seconda voce. Ad equilibrare e sostenere la crescita della popolazione, secondo l'istituto, saranno i migranti.

Secondo le stesse stime la percentuale di bambini, che nel 2019 erano il 15,2 per cento del totale, cioè 67,8 milioni, nel 2100 potrebbe scendere al 13,9, ovvero 58 milioni.

Di conseguenza potrebbe calare anche il numero delle persone comprese nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni, che da qui al 2100 si ridurrà di 60 milioni. Si tratta delle persone considerate in età lavorativa. Quelle, quindi, che supportano la crescita economica del Continente.

Per contro, aumenteranno gli over 65 che nel 2100 potrebbero diventare uno su tre, e raddoppieranno gli over 80, passando da 26 a 60 milioni.

Insomma, il trend demografico discendente, secondo l’Eurostat, si invertirà lievemente nei prossimi dieci anni ma a partire dal 2030 inizierà una inesorabile discesa, portando la popolazione europea a 416 milioni di persone, con un calo di circa 30 milioni di abitanti.

Tra le nazioni europee a perdere più cittadini ci saranno Polonia, Italia e Romania. Il nostro Paese potrebbe perdere 8,9 milioni di nuovi nati, mentre ad aumentare la loro popolazione saranno Francia, Irlanda e Svezia.

Secondo gli analisti l’attuale ordine delle nazioni più popolose non cambierà e in testa ci sarà sempre la Germania, seguita da Francia e Italia.

Ma il Vecchio Continente si affaccerà al prossimo secolo con uno squilibrio sempre maggiore fra persone inserite nel mercato del lavoro e pensionati. Nel 2100 il rapporto potrebbe avvicinarsi alla soglia di due per ogni anziano, con tutti i problemi che ne conseguiranno in termini di welfare.

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