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Ammiragli turchi in pensione commentano i negoziati tra Ankara e Atene

© AP Photo / Lefteris PitarakisBandiera greca e turca
Bandiera greca e turca - Sputnik Italia
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Dopo una pausa di circa 5 anni sono ripresi i negoziati tra Turchia e Grecia in merito alle pretese territoriali avanzate da ambo i Paesi. Stando alle informazioni riferite da fonti diplomatiche, durante il 61esimo giro di negoziati a Istanbul le parti hanno discusso della contingenza attuale, degli ultimi eventi in regione e dei prossimi passi.

Come riferito, il prossimo incontro di questo giro di negoziati si terrà ad Atene.

Alcuni ammiragli della Marina militare turca in pensione hanno rilasciato un’intervista a Sputnik in cui hanno condiviso le loro previsioni sui negoziati e commentato il varo della prima fregata turca TCG Istanbul, avvenuto pochi giorni prima del rinnovo dei negoziati.

L’ammiraglio in pensione della Marina militare turca Cem Gürdeniz, noto perché uno degli ideatori del piano “Patria Blu” su cui si basa la politica marittima turca nei mari Nero, di Marmara, Egeo e Mediterraneo, ritiene che “la ripresa dei negoziati è per la Turchia un passo indietro”.

Considerato che al momento non si tratta di conseguire un qualche risultato in esito ai negoziati, Gürdeniz afferma: “La Grecia ci propone tesi a noi ben note che si basano sul mancato desiderio di trovare un compromesso, sul rifiuto di fare concessioni e sull’intento di stringere la Turchia nei confini dell’Anatolia. Pertanto, non si riuscirà in alcun modo a convincere la Grecia nell’ambito dell’attuale processo negoziale. A mio avviso, i negoziati non sortiranno alcun risultato perché nemmeno la Turchia è intenzionata a fare concessioni”.

Il contrammiraglio in pensione della Marina militare turca Denis Kutluk ha anch’egli ricordato che nei precedenti 60 turni di negoziati non è stato raggiunto alcun negoziato. “Non dobbiamo aspettarci nemmeno stavolta dei risultati degni di nota. Tuttavia, i negoziati potrebbero rivelarsi utili per capire in che modo si sono modificate le posizioni delle parti negli ultimi 5 anni”, spiega Kutluk.

Considerato che le visioni di Turchia e Grecia sono del tutto contrapposte, Kutluk aggiunge: “Le due nazioni adducono giustificazioni politiche e giuridiche del tutto diverse per spiegare le loro posizioni. Se riusciremo comunque a trovare dei punti di contatto con loro, allora con il tempo potremmo anche riuscire a conseguire un qualche progresso”.

La nave di ricerca turca Oruc Reis - Sputnik Italia
La Grecia rifiuta il negoziato con la Turchia e chiede il ritiro della nave Oruc Reis

A sua volta Cem Gürdeniz, commentando il varo della fregata TCG Istanbul avvenuto due giorni prima dell’avvio dei negoziati preliminari, ha definito questo evento un segnale positivo.

“La Grecia ha approvato con la Francia il contratto di fornitura dei velivoli Rafale. Questo dev’essere considerato come un loro segnale nei nostri confronti. La lotta della Turchia, sia essa nel Mar Egeo o nel Mediterraneo orientale, è una specie di maratona. In questa gara i Paesi risulteranno vincitori se la loro flotta militare sarà forte. In questa gara la Turchia deve vincere perché è portatrice della verità. Per la Turchia è fondamentale sviluppare la propria marina militare e moltiplicare la propria presenza nei mari”, spiega Gürdeniz.

Anche Denis Kutluk si è soffermato sul fatto che l’avvio dei negoziati greco-turchi è coinciso con il varo della fregata TCG Istanbul: “Il natante multiruolo d’assalto entrerà in servizio l’anno prossimo. È chiaro che la Turchia sta rafforzando la propria flotta e sta adottando provvedimenti per garantire la sicurezza della “Patria Blu””, conclude.

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