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La villa a due passi dal Colosseo chiusa per guano: "Ennesima vergogna per Roma"

© Sputnik . Alessandra BenignettiVilla Celimontana a Roma
Villa Celimontana a Roma - Sputnik Italia
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Villa Celimontana, invasa dagli stormi, è off-limits per il guano e i rami degli alberi caduti. L'opposizione attacca la sindaca Raggi: "È il simbolo del fallimento delle politiche per il verde pubblico dell'amministrazione grillina".

Viali invasi dal guano, odore insopportabile e pini che rischiano di infrangersi al suolo. Sono queste le condizioni di Villa Celimontana, uno dei parchi più belli di Roma. Una villa storica a due passi dal Colosseo, ora consegnata al degrado.

Lo scorso 25 gennaio il Campidoglio non ha avuto altra scelta che chiudere il parco. “Si comunica che la villa rimarrà momentaneamente chiusa per la messa in sicurezza di alcune alberature”, c’è scritto in un cartello affisso davanti al cancello dell’entrata di via della Navicella.

Nei giorni scorsi il giardino, frequentato ogni giorno da centinaia di persone e famiglie con bambini, è stato preso d’assalto da milioni di uccelli. I volatili si sono stanziati sugli alti pini della villa e con il loro peso hanno provocato la caduta di diversi rami. I viali ricoperti dal guano sono diventati  impraticabili, sia per il forte odore, che può diventare anche tossico, sia perché estremamente scivolosi.

Il Dipartimento Ambiente del Campidoglio, citato dal Corriere della Sera, ha fatto sapere che non userà “nessun metodo di dissuasione” per allontanare gli stormi. Il rischio, spiegano allo stesso quotidiano, è che gli uccelli tornino ad infestare il piazzale antistante alla Stazione Termini.

E così il futuro della villa, che si estende per 110mila ettari ed ospita all’interno vere e proprie opere d’arte, come statue e fontane, resta incerto.

“Villa Celimontana oggi è l’emblema del fallimento dell’amministrazione Raggi nella tutela del verde pubblico”, attacca Marco Veloccia, capogruppo della Lega del primo municipio di Roma, raggiunto al telefono da Sputnik Italia.

“Il parco – racconta – è veramente inaccessibile, c’è un odore nauseabondo e non sappiamo cosa intenda fare il Campidoglio per allontanare gli stormi e ripristinare la normalità”.

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L'ingresso di Villa Celimontana a Roma - Sputnik Italia
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Secondo Veloccia, però, il problema principale è che manca una strategia per la manutenzione delle aree verdi della città. “In questi anni il servizio giardini e il dipartimento Ambiente sono stati scientemente demoliti – va avanti il consigliere – non ci crederete ma nel primo municipio disponiamo soltanto di una ventina di giardinieri e di una sola motosega, ha idea di cosa significhi gestire i più importanti parchi della città, come Villa Borghese, con queste risorse?”.

Quello della tutela del verde e delle alberature non è un problema di poco conto. La città, infatti, rischia di cambiare letteralmente volto da quando la Cocciniglia tartaruga, un parassita proveniente dal Nord America, sta mettendo a repentaglio la sopravvivenza dell’80 per cento dei pini di Roma. Compresi quelli che fanno da cornice alle aree archeologiche famose in tutto il mondo, come quella del Circo Massimo e del Palatino.

“Davanti a questa piaga l’unica soluzione messa in campo dal Comune è quella di tagliare le piante malate, senza rimpiazzarle, è già successo a via Merulana, a viale Manzoni, e questa è una vergogna - attacca Veloccia – basti pensare che in Emilia Romagna, dove si è presentato lo stesso problema, sono riusciti a salvare un’intera pineta”.

Per il consigliere non si è fatto abbastanza neanche sul fronte delle potature: “In alcune vie dell’Esquilino i rami entrano dentro le finestre delle case”.

“È anche – sottolinea – una questione di sicurezza, lo abbiamo visto qualche mese fa a piazza Venezia, quando un albero si è schiantato su una macchina, non possiamo vivere nel terrore che episodi come questi diventino all’ordine del giorno”.

Per questo il consigliere invoca una maggiore cura degli alberi, la ripiantumazione di quelli abbattuti e interventi efficaci contro gli stormi. “Finora – denuncia – dall’amministrazione ci sono state solo azioni posticce e improvvisate”.  

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