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La Russia può fornire all’UE 100 milioni di dosi di vaccino Sputnik V nei prossimi mesi - RDIF

© Sputnik . Pavel Bednyakov / Vai alla galleria fotograficaVaccino russo Sputnik V
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Il Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF) ha annunciato che la Russia potrebbe fornire sufficienti dosi di Sputnik V da vaccinare 50 milioni di europei nel secondo trimestre del 2021.

Il Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF - Russian Direct Investment Fund), che sostiene la produzione e la distribuzione del vaccino Sputnik V di produzione nazionale, ha annunciato che la Russia sarebbe in grado di fornire all’Unione Europea 100 milioni di dosi di vaccino, sufficienti a vaccinare 50 milioni di persone, durante il prossimo trimestre dell’anno.

​Lo Sputnik V

L'11 agosto scorso la Russia ha registrato il suo primo vaccino contro il Covid-19, chiamato Sputnik V e sviluppato dagli scienziati del Centro di Epidemiologia e Microbiologia "Gamaleya". Il farmaco è commercializzato dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, responsabile della conduzione delle trattative sull'esportazione e produzione all'estero di questo farmaco.

Il vaccino è costituito da due componenti e il vettore utilizzato per indurre la risposta immunitaria dell'organismo si basa su un adenovirus umano. Il vaccino viene somministrato due volte, in un intervallo di 21 giorni. Negli studi clinici ha mostrato un'efficacia del 100% contro i casi gravi di Covid-19, ovvero nessuno dei soggetti vaccinati nei test ha contratto sintomi gravi della malattia se infettato dal coronavirus.

L'Ungheria è stata il primo Paese dell'Unione Europea ad aver già registrato Sputnik V. In precedenza l'uso di questo preparato era stato autorizzato dalle autorità competenti di Emirati Arabi, Argentina, Bolivia, Serbia, Algeria, Palestina, Venezuela, Paraguay, Turkmenistan e Bielorussia.

In precedenza il vaccino Sputnik V è stato registrato anche in Iran, dove si prospetta la possibilità di una produzione congiunta delle dosi di vaccino.

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