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Covid: Cinque Regioni ancora in arancione, tutte le altre adesso in giallo

© AP Photo / Alessandra TarantinoCoppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta "Andrà tutto bene" a Roma
Coppia di anziani sul balcone con la bandiera dell'Italia con la scritta Andrà tutto bene a Roma - Sputnik Italia
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Solo Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la provincia di Bolzano rimangono in una fascia di rischio medio-alta. Per la seconda settimana consecutiva l'Rt è minore di 1 ma la Cabina di regia invita comunque a mantenere la prudenza.

Solo quattro Regioni e una Provincia rimangono in arancione: Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Lazio, Piemonte, Val d’Aosta, Marche, Friuli, Abruzzo, Lombardia, Veneto, Emilia, Calabria e Liguria passano dall'arancione al giallo. 

Nessuna variazione per Campania, Toscana, Molise, Basilicata e Provincia Autonoma di Trento, che gialle erano e gialle restano.

Il miglioramento della situazione è infatti evidente: secondo i dati della Cabina di regia dell'ISS, tra il 18 e il 24 gennaio tutte le regioni fuorché l'Umbria hanno registrato dati da zona gialla, presentando cioè un Rt inferiore a 1.

Rt che a livello nazionale è passato in questa settimana da 0,97 a 0,84.

Sulla base di questi dati il Ministro Speranza, che ha chiesto ai tecnici di valutare se iniziare ad applicare il dpcm in modo diverso, ha deciso appunto di cambiare le classificazioni delle Regioni.

I dati sono incoraggianti ma è ancora presto per cantare vittoria.

"L’epidemia resta in una fase delicata ed un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale", hanno infatti ammonito i tecnici della Cabina di regia, i quali hanno sottolineato, che "l'incidenza è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti".

Soddisfazione spresa su Twitter dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che era giunto allo scontro con il governo in seguito alla precedente collocazione dell'area da lui amministrata in zona rossa.

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