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L’Italia scende di un gradino nell’Indice di Percezione della Corruzione di Transparency

Indice della Percezione della corruzione Transparency International 2020
Indice della Percezione della corruzione Transparency International 2020 - Sputnik Italia
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Roma è al 52esimo posto su 180 Paesi esaminati nel 2020. Rallenta il trend positivo degli ultimi anni sette anni. Allarme sui fondi europei e il rischio pandemia.

La percezione della corruzione in Italia peggiora. Lo dimostra l’Indice CPI di Trasparency International in base al quale il Belpaese perde una posizione nella classifica 2020.

L’Italia, quindi, pur mantenendo il punteggio di 53 come nella scorsa edizione, perde una posizione nella graduatoria di 180 nazioni prese in esame.

Il piccolo scivolone frena un trend positivo che è proseguito dal 2012 al 2019 facendo guadagnare a Roma ben 11 posizioni in sette anni.

Se guardiamo la classifica solo dal punto di vista europeo, l’Italia si conferma 20esima tra i 27 stati Ue. A parimerito Malta. Peggio della Penisola fanno Grecia, Slovacchia, Croazia, Bulgaria, Ungheria e Romania, ultima tra gli europei.

La più virtuosa in Europa, invece, è la Danimarca, seguita sul podio da Finlandia e Svezia. In Europa la media è di 64 punti. Nel mondo 43 e due terzi dei Paesi è sotto i 50 punti.

A livello mondiale parimerito con la Danimarca la Nuova Zelanda, entrambe con un punteggio di 88. In fondo alla classifica, Siria, Somalia e Sud Sudan, con un punteggio, rispettivamente, di 14, 12 e 12.

I progressi dal 2012

Negli ultimi anni l’Italia ha compiuto significativi progressi nella lotta alla corruzione: ha introdotto il diritto generalizzato di accesso agli atti rendendo più trasparente la Pubblica Amministrazione ai cittadini, ha approvato una disciplina a tutela dei whistleblower, ha reso più trasparenti i finanziamenti alla politica e, con la legge anticorruzione del 2019, ha inasprito le pene previste per taluni reati, sottolinea Transparency spiegando il trend positivo.

Il gruppo che analizza la percezione della corruzione nel mondo, però avverte dai rischi che la pandemia possa frenare questo sviluppo. “Le sfide poste dall’emergenza Covid-19 possono mettere a rischio gli importanti risultati conseguiti se si dovesse abbassare l’attenzione verso il fenomeno e non venissero previsti e attuati i giusti presidi di trasparenza e anticorruzione, in particolare per quanto riguarda la gestione dei fondi stanziati dall’Europa per la ripresa economica”, si legge.

Quindi occhi puntati sul Recovery: “La gestione dei fondi europei per la ripresa imporrà maggiore attenzione verso il fenomeno al fine di impedire che si mettano a rischio i risultati nella lotta alla corruzione”.

Tanta Europa nella Top 10

Nelle prime 10 posizioni dell’Indice di Transparency si trova tanta Ue.

Anche se la media Europa è di 64 punti su 100, nella prima posizione, a parimerito con la Nuova Zelanda, c’è la Danimarca (88). Seguono la Finlandia e la Svezia, affiancate da Singapore e dalla Svizzera (85).

Subito sotto con 84 punti la Norvegia, l’Olanda (82) e con 80 punti Germania e Lussemburgo.

Come funziona l’Indice CPI

Con l’edizione 2020, Transparency International ha stilato una classifica di 180 Paesi e Territori sulla scorta del livello di corruzione percepita nel settore pubblico. La valutazione è fatta sulla base di 13 strumenti di analisi e di sondaggi ad esperti provenienti dal mondo del business. Il punteggio finale è determinato in base ad una scala da 0 (alto livello di corruzione percepita) a 100 (basso livello di corruzione percepita).

 

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