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Crisanti: nell'estate 2021 andare al mare è una "speranza", difficilmente si tornerà alla normalità

© Sputnik . Evgeny UtkinUna spiaggia quasi vuota
Una spiaggia quasi vuota - Sputnik Italia
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Il noto virologo Andrea Crisanti ha ricordato che Israele, con un clima simile all'Italia, la scorsa estate ha introdotto il lockdown a metà agosto.

Nonostante lo sviluppo dei vaccini anti-Covid e l'avvio della campagna di vaccinazione in Italia, così come nei Paesi Ue ed extraeuropei, secondo il microbiologo dell'Università di Padova Andrea Crisanti la prossima estate difficilmente si tornerà alla normalità e ci toccherà convivere con le misure anti-coronavirus.

Per Crisanti le attuali restrizioni alla vita economico-sociale per contenere la pandemia resteranno in vigore anche nei prossimi mesi, quasi certamente fino al prossimo autunno, quando si inizierà a sentire l'effetto della vaccinazione. Per la prossima estate esprime la speranza che si possa andare in spiaggia, anche se proprio su questo punto non traspare molto ottimismo dalle sue dichiarazioni rilasciate ai media nazionali.

"Speriamo di potere andarci. La suddivisione in zone ci lascerà in questa situazione intermedia, con questo numero di casi abbastanza elevati accompagnati da una mortalità non indifferente...Ci dovremo abituare a vedere circa 300 morti al giorno...Andremo avanti con le zone fino a che non ci sarà l'impatto del vaccino, quindi verso settembre-ottobre".

Crisanti sottolinea inoltre che la prossima estate "dovremo essere più cauti rispetto allo scorso anno". Proprio sul rischio di non andare a passare le vacanze estive in spiaggia, Crisanti ricorda quanto successo la scorsa estate in Israele.

"Lì sono andati in lockdown per la seconda volta a fine agosto, e hanno un clima simile all'Italia. Se sono chiusi cinema, bar e teatri non si capisce perchè dovrebbero esser aperte le spiagge".

Secondo gli ultimi dati del ministero della Salute, in Italia sono state vaccinate contro il Covid-19 1.575.258 persone e dall'inizio della pandemia sono stati registrati 2.501.147 casi, tra cui 86.889 decessi.

 

 

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