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Tragedia di Piazza San Carlo, il tribunale condanna a 18 mesi di carcere il sindaco Appendino

© Sputnik . Giorgio Perottino / Vai alla galleria fotograficaCittadini in mascherine sulla piazza San Carlo a Torino
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Il Tribunale di Torino ha condannato a 18 mesi di carcere il sindaco Chiara Appendino per i tragici fatti del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, quando durante la partita Juventus-Real Madrid trasmessa al maxischermo si scatenò il panico che provocò 1600 feriti e due morti.

Con il processo tenutosi oggi al Tribunale di Torino si chiude la vicenda relativa ai fatti di Piazza San Carlo del 3 giugno 2017, in cui sotto il maxischermo che proiettava la finale di Champions League Real Madrid - Juventus, si scatenò il panico tra i tifosi causando ferite a 1600 persone e provocando la morte di due.

La sentenza vede una pena di 18 mesi di carcere per il sindaco Chiara Appendino, insieme all'ex capo di Gabinetto Paolo Giordana, l’ex questore Angelo Sanna, il dirigente di Turismo Torino Maurizio Montagnese e l'architetto Enrico Bertoletti.

Con questa sentenza vengono condannati l'organizzazione e la gestione di quell'evento che provocò oltre 1600 feriti e due morti. Al di là degli imputati, la Procura ha portato a giudizio tutta la macchina organizzativa che è stata giudicata inadeguata a una manifestazione di tale portata a cui parteciparono 40mila persone, nel cuore di Torino, senza vie di fuga, in una piazza che in una notte si è trasformata in una colossale trappola.

"Oggi la Giudice ha condannato me (insieme ad altre 4 persone) a 1 anno e 6 mesi per una serie di reati colposi legati a quei fatti. È una decisione che accetto e rispetto, anche per il ruolo che rivesto [...] Non ve lo nascondo, questa tragica vicenda mi ha segnato profondamente. Quei giorni e i mesi che sono seguiti, sono stati i più difficili sia del mio mandato da sindaca sia della mia sfera privata, personale. E il dolore per quanto accaduto quella notte è ancora vivo e lo porterò sempre con me" ha scritto l'ex sindaco Chiara Appendino sulla sua pagina Facebook.

Per i fatti di quella notte sono imputate altre nove persone tra rappresentanti del Comune e delle forze dell’ordine. Loro hanno optato per il rito ordinario, che è ancora in fase dibattimentale.

Fratelli d'Italia: "Ancora nessuna targa"

La reazione dell'opposizione di Palazzo Civico alla sentenza odierna porta l'attenzione sul fatto che ad oltre tre anni di distanza dai fatti di quella sera nella piazza del centro torinese non sia stata apposta una targa in ricordo delle due vittime.

"A prescindere dalla sentenza di oggi, trovo vergognoso che la giunta Appendino non abbia ancora posato la targa per ricordare le vittime di Piazza San Carlo. Non penso per coscienza sporca, opto più sull'incapacità amministrativa. Nel giugno del 2019 Appendino aveva annunciato una targa per Erika Pioletti e Marisa Amato, ma ad oggi non se ne hanno più notizie. Un luogo tangibile in cui ricordare è però necessario" ha affermato l'esponente di Fratelli d'Italia Enzo Liardo.

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