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Cina: ‘Tamponi anali’ a milioni di persone contro il COVID – “sono più accurati” spiega l’esperto

© AP Photo / Kin CheungCoronavirus in Cina
Coronavirus in Cina - Sputnik Italia
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I distretti di Pechino di Daxing e Dongcheng hanno iniziato venerdì un test di massa dopo che un bambino di nove anni è risultato positivo al ceppo più virulento del virus scoperto in Inghilterra il mese scorso. Più di un milione di residenti della capitale sono stati sottoposti a tamponi anali, considerati più accurati dei tradizionali.

I tamponi anali erano in uso già dallo scorso anno ma il metodo non era mai stato finora utilizzato su tale vasta scala.

Le autorità sanitarie della capitale cinese hanno dichiarato che mirano a sottoporre a screening più di due milioni di persone in 48 ore con test anticorpali che prevedono prelievo di acido nucleico per via faringea, nasale e appunto rettale.

Il dottor Li Tongzeng dell'Ospedale You'an di Pechino, ha così spiegato all’emittente cinese CCTV la grande operazione di screening di massa:

"Dall'inizio dell'epidemia di coronavirus, abbiamo testato il virus utilizzando principalmente tamponi faringei. Le sue caratteristiche sono praticità e velocità, quindi sono adatti per test su larga scala. I tamponi nasali sono più precisi dei tamponi faringei, ma possono essere scomodi. Alcuni casi asintomatici o i pazienti con sintomi lievi, tendono a riprendersi dalla malattia molto rapidamente. È possibile quindi che in alcuni casi non si trovi alcuna traccia del virus nella gola già dopo tre-cinque giorni. Quello che abbiamo scoperto è che il coronavirus sopravvive per un periodo di tempo più lungo nel tratto digerente o negli escrementi rispetto al respiratorio”.

Studi medici avvalorerebbero la tesi che i tamponi anali siano il modo più accurato di accertare la presenza del virus nel corpo umano ma la comunità medica cinese sta ancora dibattendo in proposito e il metodo rimane ancora per certi versi controverso.

Tra i non sostenitori di questa tecnica vi è il patologo dell'Università di Wuhan Yang Zhanqiu che ha dichiarato che i tamponi faringei e nasali rimangono secondo lui il test più efficiente e logico, dato che il coronavirus viene comunque contratto attraverso le vie respiratorie.

Il portavoce municipale Tian Tao ha detto che 17,46 milioni di persone a Pechino, circa l'80% della popolazione, sono già state testate dall'inizio della diffusione della nuova ‘ondata’ di contagi iniziata a metà dicembre. Alla fine le autorità cittadine prevedono di testare tutti i 21,5 milioni di abitanti della capitale.

La Cina ha registrato solamente 82 nuovi casi di infezione ieri, 26 gennaio, ha comunicato il bollettino dell’autorità sanitaria nazionale. Tra questi due casi trasmessi localmente a Pechino. Ci sono stati anche 56 casi asintomatici, che la Cina considera separatamente e un decesso.

Il totale dei casi confermati in Cina è ora pari a 89.197 mentre i decessi sono 4.636 – 3 decessi per milione di abitanti, un tasso che pone la nazione in cui per prima era scattato l’allarme al 190.mo posto nella classifica del tasso di mortalità rispetto alla popolazione.

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