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Un milione di studenti torna in classe in altre 5 regioni, previste mobilitazioni in 24 città

© REUTERS / Guglielmo MangiapaneLe proteste a Roma contro la scuola online
Le proteste a Roma contro la scuola online - Sputnik Italia
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Dopo settimane di didattica a distanza al 100%, oggi tornano a scuola gli studenti della scuola secondaria di Lombardia, Liguria, Marche, Umbria e Campania. E il comitato Priorità alla scuola annuncia proteste in 24 città del paese.

Prosegue in ordine sparso il ritorno alle lezioni in presenza, sebbene al 50%, per gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado dopo le vacanze di Natale: i primi a rientrare in aula erano stati gli studenti delle province autonome di Trento e Bolzano, il 7 gennaio, seguiti da quelli di Toscana, Abruzzo e Valle d’Aosta, l'11 gennaio, quindi da quelli di Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Molise, il 18 gennaio.

Oggi circa un milione di studenti tornerà tra i banchi in Lombardia, Liguria, Marche, Umbria e Campania (secondarie di primo grado) e tra una settimana sarà la volta degli studenti di Puglia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata, Calabria e Campania (secondarie di secondo grado), sempre che qualche regioni non torni ad essere rossa, come oggi la Sicilia, dove gli studenti continuano a fare lezione al 100% con la Dad.

Mobilitazioni per chiedere i fondi del Recovery Fund

In concomitanza con il rientro in classe di circa un milione di studenti, il comitato Priorità alla scuola ha annunciato “mobilitazioni in 24 città per chiedere fondi del Recovery Fund per la scuola pubblica”.

“Il 25 gennaio Priorità Alla Scuola, insieme ai COBAS Scuola, organizza presidi, manifestazioni e assemblee pubbliche in 24 città italiane davanti agli Uffici scolastici regionali e provinciali, e a Roma davanti al MIUR, per chiedere un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund affinché gli slogan sulla Next Generation non siano solo retorica politica”, si legge nel comunicato.

Basta “classi pollaio”

Nella nota si sottolinea che oggi scade il termine per le iscrizioni per l'anno scolastico 2021-22. Da qui l’appello a mettere fine alle cosiddette "classi pollaio" e a incrementare gli spazi scolastici e l’organico di docenti e personale ATA.

“La pandemia ci ha insegnato che le classi non devono essere sovraffollate e che le scuole necessitano di maggiori spazi e diffusi nel territorio anziché di enormi plessi che attirano un bacino di utenza troppo ampio. Si chiede la revisione immediata dei criteri per la formazione delle nuove classi, fissando a venti il tetto massimo di studenti per classe e investimenti dedicati alla riduzione significativa del numero di alunni per classe con il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA e la tempestiva stabilizzazione degli insegnanti precari”.

Potenziare i trasporti e Screening costante in tutte le scuole

Per fronteggiare la pandemia di coronavirus in corso, nella nota si ribadisce quindi la necessità di potenziare il trasporto locale dedicato agli studenti, di attuare screening costanti in tutte le scuole superiori sul modello della Regione Toscana, di garantire un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all'interno delle scuole, e di inserire il personale scolastico ad alto rischio come prioritario nella prima fase dell’agenda vaccinale.

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Ieri un gruppo di circa 100 studenti ha occupato il liceo Kant, a Roma, per “difendere il proprio diritto allo studio”

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