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Vaccini, il governo italiano farà causa anche ad AstraZeneca

© Foto : Filippo Attili / CC-BY-NC-SA 3.0 ITDpcm 3 novembre 2020, conferenza stampa del Presidente Conte
Dpcm 3 novembre 2020, conferenza stampa del Presidente Conte - Sputnik Italia
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Il premier annuncia di voler fare ricorso contro il colosso farmaceutico anglo-svedese dopo l'annuncio del taglio del 60 per cento delle dosi da consegnare nel primo trimestre dell'anno. Il governatore dell'Abruzzo: "Siamo ostaggio di multinazionali e industrie straniere"

Dopo l’annuncio della riduzione del 60 per cento delle dosi del vaccino AstraZeneca riservate all’Ue per il primo trimestre dell’anno, il governo italiano ha annunciato che ricorrerà contro il colosso farmaceutico anglo-svedese.

“Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia”, ha scritto su Facebook il premier Giuseppe Conte.

“Ricorreremo – annuncia - a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale”.

È lo stesso premier ad annunciare, dopo un incontro che si è tenuto ieri fra il ministro della Salute, Roberto Speranza e il commissario straordinario all’emergenza Domenico Arcuri, con i rappresentanti di AstraZeneca, che “se fosse confermata la riduzione del 60 per cento delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni”.

“Tutto questo – commenta il premier - è inaccettabile”. “Il nostro piano vaccinale – si legge ancora nel post - approvato dal Parlamento italiano e ratificato anche in Conferenza Stato-Regioni, è stato elaborato sulla base di impegni contrattuali liberamente assunti e sottoscritti dalle aziende farmaceutiche con la Commissione Europea”.

Il governatore Marsilio: "Siamo ostaggio delle multinazionali"

La notizia della riduzione delle forniture del vaccino prodotto da AstraZeneca, segue i ritardi annunciati dall’americana Pfizer, contro la quale il commissario Arcuri aveva annunciato di voler fare ricorso.

Nel frattempo cresce l’insofferenza tra i governatori delle regioni. Dopo il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che nei giorni scorsi ha annunciato di voler impugnare il piano vaccinale e l’assessore alla Sanità del Lazio che ha fatto appello all’Ema per l’approvazione del vaccino russo Sputnik V, oggi è il governatore dell’Abruzzo, Marco Marsilio a denunciare come il Paese sia “ostaggio delle multinazionali e di industrie straniere che si dimostrano inaffidabili”.

“Dobbiamo liberarci di questa servitù e investire sullo sviluppo del vaccino italiano”, ha detto Marsilio in una riunione, facendo riferimento al vaccino ReiThera, in fase di sviluppo allo Spallanzani di Roma.

“L’Abruzzo – ha promesso, citato dall’Agi - è pronto a fare la sua parte: sia economicamente che mettendo a disposizione laboratori, ricercatori, università, centri di ricerca, volontari per la sperimentazione”.

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