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Mendola: lo spostamento verso destra è legato ai CAS e alla propaganda anti-immigrazione

© Sputnik . Alejandro Martinez Velez / Vai alla galleria fotograficaMigranti al confine
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Tra il 2014 e il 2018, più di 3 milioni di richiedenti asilo sono arrivati in Europa, la maggior parte in fuga dal conflitto siriano o da contesti difficili in Nord Africa e Medio Oriente.

Ogni anno, circa 150mila persone hanno fatto richiesta di asilo anche in Italia, diventando nella gran parte dei casi, beneficiari dei servizi previsti dalle politiche pubbliche sul sistema di accoglienza

Il sistema di centri di accoglienza straordinaria (CAS), basato su un piano nazionale di riparto e gestito dalle Prefetture attraverso bandi aperti al settore privato, ha ospitato fino ad oggi circa l’80 per cento dei richiedenti asilo arrivati in Italia.

“Ospitare richiedenti asilo non comporta un aumento dei costi di breve periodo a livello comunale, né in termini di reddito pro-capite né in termini di welfare”, bensì favorisce il ripopolamento dei comuni con un più alto tasso di popolazione anziana. A livello politico, la presenza dei richiedenti asilo nei comuni con meno di 25mila abitanti ha favorito uno spostamento del consenso elettorale verso i partiti di destra nelle elezioni del 2018. 

È quanto emerge dalla prima indagine nazionale sul sistema di accoglienza straordinaria (CAS) sul territorio italiano, realizzata da Mariapia Mendola (docente di Economia politica), Sara Giunti e Francesco Campo (assegnisti di ricerca) del Center for european studies (Cefes) del dipartimento di Economia, metodi quantitativi e strategie d’impresa (DEMS) dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con ActionAid Italia e openpolis. Sputnik Italia ha parlato con Mariapia Mendola per capire meglio dettagli della ricerca.

— Racconti per favore i dettagli della ricerca e su quali dati vi siete basati?

— Abbiamo fatto richiesta a tutte le Prefetture italiane di accesso ai dati amministrativi sulla presenza di richiedenti asilo nei centri di accoglienza presenti nei comuni di competenza di ogni prefettura negli anni 2014-2017. Con tali dati granulari e sistematici abbiamo potuto condurre una valutazione di impatto dell'accoglienza su variabili economiche e politiche a livello comunale.

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— Cosa significa, “ospitare richiedenti asilo non comporta un aumento dei costi di breve periodo a livello comunale”? Da dove prendono i soldi? Dai fondi europei, dal governo italiano? 

— L'analisi di focalizza sugli anni della 'crisi europea dei rifugiati' ovvero 2014-2017. Il picco degli arrivi in Italia è stato il 2017 quindi la nostra analisi misura l'impatto di breve-periodo dell'accoglienza dei rifugiati su variabili economiche e politiche misurate nel 2018. Il sistema di accoglienza in quegli anni è stato gestito prevalentemente attraverso l'apertura dei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS), finanziati centralmente e allocati a gestori privati tramite bandi pubblici aperti dalle Prefetture.

— Se la politica d’integrazione è fatta bene, quali benefici possono avere i comuni?

— Poiché l'accoglienza di richiedenti asilo coinvolge i territori, una politica di accoglienza 'fatta bene' dovrebbe in primis coinvolgere le amministrazioni comunali, oltre che i comuni cittadini. Deve quindi essere integrata nel territorio e promuovere servizi che abbiano come scopo quello di integrare i richiedenti asilo nella comunità ospitante, tramite assistenza in caso di traumi, corsi di lingua, inserimento nelle scuole nel caso di bambini e nel mercato del lavoro per gli adulti. Una tale politica deve anche prevedere dei programmi di sensibilizzazione al tema dei richiedenti asilo per la popolazione locale, poiché non è detto che tutti siano consapevoli e preparati ad accogliere persone che provengono da contesti difficili, persecuzioni, conflitti o situazioni di disagio.

— Cerchiamo di capire cosa c’era prima, l’uovo o la gallina. I CAS probabilmente vengono messi nei comuni di centro-sinistra, molto meno in quelli di centro-destra. Secondo lei lo spostamento del consenso elettorale verso destra è collegato ai CAS?

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— I CAS vengono aperti da gestori privati e sono stati aperti dappertutto in Italia, come mostriamo nel nostro lavoro attraverso tabelle e mappe. L'allocazione dei rifugiati a livello provinciale ha seguito un piano di riparto che ha distribuito i richiedenti asilo in modo da non superare circa 2,5 rifugiati ogni 1000 abitanti. Come mostriamo nel nostro lavoro la politica di diffusione dei rifugiati sul territorio è stata una sorta di 'esperimento naturale' che consente di risolvere il problema dell''uovo e la gallina', come dice lei. Lo spostamento del consenso elettorale è legato ai CAS e alla propaganda elettorale anti-immigrazione che c'è stata a ridosso delle elezioni del 2018.

— Quale sarà il proseguimento della ricerca?

— Guarderemo all'esatta localizzazione dei centri all'interno dei comuni e all'impatto di questi sulla domanda e sull'offerta di servizi a livello locale. Lo scopo è quello di capire perché alcuni comuni o alcune zone sono più efficaci nel favorire accoglienza e integrazione rispetto ad altre.

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