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Lockdown e solitudine, i giovani europei i più colpiti

© Sputnik . Evgeny UtkinDue giovani ragazze con mascherine, Bolzano
Due giovani ragazze con mascherine, Bolzano - Sputnik Italia
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La solitudine creata dalle misure di contenimento della pandemia ha generato nei giovani le premesse per lo sviluppo di malattie mentali future. Serve un intervento specifico di sanità pubblica.

I lockdown hanno isolato gli individui e a patirne più di tutti sono stati i giovani fino a 30 anni, con livelli di ansia e solitudine più elevati dei soggetti di maggiore età.

A rivelarlo uno studio condotto da numerose università del nord Europa sulla popolazione giovanile dei Paesi Bassi, del Regno Unito, Francia e Danimarca.

La ricerca è stata condotta tra la primavera e i primi mesi dell’estate del 2020, ed ha evidenziato come giovani e persone con malattie mentali già esistenti prima della pandemia abbiano sofferto più di tutti delle limitazioni alla socialità.

I maggiori disagi sono stati evidenziati durante il lockdown rigido imposto tra marzo ed aprile 2020.

I giovani hanno poi recuperato maggiore stabilità con l’allentamento delle restrizioni che hanno consentito loro di ritornare a condizioni di maggiore socialità tra pari.

Rischio sviluppo malattie mentali gravi

Lo studio, che è stato condotto su 200 mila soggetti di sesso maschile e femminile di diversa età, ha lanciato il campanello d’allarme sulla malattia mentale che potrebbe svilupparsi in alcuni soggetti.

Lo stress psicologico, infatti, rappresenta un forte fattore di rischio scatenante di future malattie mentali gravi, le quali si sviluppano sul soggetto nel lungo termine.

La ricerca, pubblicata sul The Lancet Regional Health, si è posta come obiettivo comprendere quali effetti hanno generato le limitazioni alla mobilità nelle persone, per essere in grado di prevedere e prevenire eventuali conseguenze a lungo termine sui singoli.

Interventi di sanità pubblica

Secondo lo studio medico sarà necessario in futuro intervenire sulle categorie di persone più vulnerabili attraverso interventi di sanità pubblica creati su misura per loro, allo scopo di prevenire gli effetti psicologici negativi sulla loro salute mentale.

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