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Continuano le proteste dei ristoratori: "A Milano il 50 per cento chiuderà entro fine mese"

© Foto : MIO Italia Manifestazione di ristoratori, wedding planner e partite Iva a Roma
Manifestazione di ristoratori, wedding planner e partite Iva a Roma - Sputnik Italia
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Dopo "io apro" a Milano va in scena una nuova protesta dei ristoratori. Intanto le principali associazioni di categoria incontrano il governo: "Pronti nuovi ristori da 12 miliardi".

Non si fermano le proteste dei ristoratori in tutta Italia. Dopo “Io apro”, l’iniziativa che venerdì scorso ha visto coinvolti decine di ristoratori della Penisola, che hanno scelto di servire la cena ai propri clienti in barba a restrizioni e coprifuoco, oggi a promettere le barricate sono i colleghi milanesi che ieri si sono dati appuntamento davanti alla sede della Regione.

Se la prendono con il governo, ma anche con la regione guidata da Attilio Fontana, che, accusano, “si è dimenticata di inserire le Partite Iva nelle finestre di aiuto”.

I numeri sciorinati dagli imprenditori, circa 200 quelli che hanno partecipato al presidio, sono impressionanti.

Secondo quanto dichiarato dai ristoratori all’Agi nel capoluogo lombardo ha già abbassato la serranda per sempre il 20 per cento delle attività. Una percentuale che potrebbe arrivare al 50 entro fine mese.

Per questo ora gli imprenditori del settore minacciano di “bloccare” la città. “Chiediamo riaperture a norma oppure ristori adeguati alle nostre esigenze”, ha spiegato uno dei partecipanti al presidio alla stessa agenzia di stampa.

Gli aiuti messi in campo finora dal governo, è il mantra ripetuto dai manifestanti, non sono adeguati, mentre l’asporto non è sufficiente a mandare avanti le attività. “Il 35 per cento dei guadagni – dicono – finisce alle multinazionali”.

Per discutere della crisi senza precedenti del settore, all’inizio della settimana, come anticipato da Sputnik, i rappresentanti della Fipe-Confcommercio e Fiepet-Confesercenti, assieme ai principali sindacati, hanno incontrato il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, e la vice Alessia Morani.

Sul tavolo un dossier prodotto dalle associazioni di categoria in cui si chiede la riapertura graduale di queste attività, a fronte di un crollo del fatturato di circa 38 miliardi in 12 mesi.

Dal ministero è arrivata la promessa “di una nuova tranche di aiuti da 12 miliardi, di cui 7 stanziati con il prossimo decreto ristori 5 e i restanti con lo stralcio di imposte finora rinviate”.

Entro fine settimana, inoltre, fa sapere la Fiepet Confesercenti, è previsto un altro incontro “a cui parteciperanno anche il ministro della salute Speranza e i rappresentanti del comitato tecnico scientifico in cui si inizieranno a definire le modalità per una prossima ripresa delle attività in bar, pizzerie, ristoranti e pub”.
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