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Maduro: Venezuela ha sconfitto Trump, chiede a nuova amministrazione fine demonizzazione di Caracas

© Sputnik . Sergei Guneev / Vai alla galleria fotograficaNicolas Maduro
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Le relazioni tra Washington e Caracas sono peggiorate drasticamente durante l'amministrazione Trump, la quale ha imposto dure sanzioni al Paese sudamericano sostenendo il leader dell'opposizione Juan Guaido.

Nicolas Maduro ha detto che il Venezuela ha sconfitto l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, aggiungendo che il termine del suo mandato è un trionfo per il Paese latinoamericano.

Le sue parole sono seguite all'insediamento di Joe Biden mercoledì, che l'ex presidente Trump ha scelto di disertare, dirigendosi invece verso la sua tenuta di Mar-a-Lago a Palm Beach, in Florida, accompagnato dall'ex First Lady Melania.

"Oggi, 20 gennaio, Donald Trump è andato via, via, via... Lo abbiamo sconfitto", ha detto Maduro in un messaggio diffuso su Twitter. "Questa è una vittoria per il Venezuela. Se ne è andato da solo... Questo è il nostro trionfo", ha detto.

Maduro ha aggiunto di aver dato istruzioni per studiare la possibilità di stabilire nuove relazioni con gli Stati Uniti dopo l'insediamento di Joe Biden. "Ritengo importante che l'Assemblea nazionale, in quanto organo legislativo del Paese, e la commissione per la politica estera, studino e adottino iniziative legislative e politiche per avviare nuove relazioni tra Stati Uniti e Venezuela", ha detto Maduro.

Il presidente venezuelano ha anche espresso la speranza che Biden riveda la politica degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela.

"Chiedo al nuovo governo degli Stati Uniti di fermare la demonizzazione della rivoluzione bolivariana e di Nicolas Maduro, nonché di voltare le pagine di bugie, demonizzazione e odio... verso il Venezuela", ha detto Maduro nel suo discorso televisivo mercoledì in tarda serata.

"Vogliamo migliorare le nostre relazioni con un rapporti di rispetto, reciprocità e futuro", ha aggiunto.

Nel frattempo, il candidato di Biden per la segreteria di Stato, Antony Blinken, durante la sua udienza di conferma al Senato degli Stati Uniti ha affermato che Washington non dovrebbe cambiare la sua posizione riguardo al riconoscimento dell'autoproclamato presidente del Venezuela Juan Guaido come presidente ad interim di quel paese. In precedenza, l'ex segretario di Stato Mike Pompeo ha ribadito il "sostegno incrollabile di Washington alla leadership di Guaido e alla libertà e dignità di tutti i venezuelani".

"No, non deve", ha detto Blinken martedì alla commissione per le relazioni estere del Senato quando gli è stato chiesto se la posizione degli Stati Uniti sul riconoscimento di Guaido debba cambiare.

"Sono molto d'accordo con lei, senatore, per quanto riguarda una serie di passi che sono stati fatti negli ultimi anni verso il Venezuela, tra cui il riconoscimento di Guaido e il riconoscimento dell'Assemblea nazionale come l'unica istituzione democraticamente eletta in Venezuela", ha aggiunto.

Blinken ha anche detto che gli Stati Uniti devono considerare come possono mirare in modo più efficace le sanzioni contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro in modo che "i promotori del regime sentano davvero il dolore di quelle sanzioni".

Washington ha ripetutamente accusato Maduro di "opprimere" il popolo venezuelano. L'amministrazione Trump ha introdotto numerose sanzioni contro la nazione latinoamericana, prendendo di mira la sua industria petrolifera e funzionari vicini a Maduro. L'ultimo round di sanzioni relative al Venezuela, pubblicato poco prima dell'insediamento di Biden, ha preso di mira 3 persone fisiche, 14 organizzazioni e 6 navi per "i loro legami con una rete che tenta di eludere le sanzioni degli Stati Uniti sul settore petrolifero venezuelano".

La crisi politica in Venezuela

La crisi politica si è intensificata in Venezuela dopo che il parlamentare dell'opposizione Guaido si è proclamato illegalmente presidente a interim e ha invitato i cittadini ad aiutarlo a prendere il potere nel Paese. Guaido ha subito ricevuto il sostegno degli Stati Uniti e di alcuni paesi dell'America Latina, inclusa la Colombia.

Mentre Guaido è stato approvato come "presidente" da Stati Uniti e Colombia, un certo numero di paesi, tra cui Russia e Cina, hanno affermato di riconoscere Maduro solo come legittimo presidente del Venezuela.

Maduro ha definito Guaido un "burattino degli Stati Uniti", accusandolo di aver tentato di orchestrare un colpo di stato in Venezuela in modo che gli Stati Uniti potessero prendere il controllo delle risorse naturali del Paese.

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