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Governo, Bonaccini: "Ora serve una nuova squadra"

© AFP 2021 / Miguel MedinaPresidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini
Presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini - Sputnik Italia
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Secondo il governatore dell'Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni il governo deve "irrobustire i numeri" altrimenti si rischia che, "anche con le migliori idee, non si riesca a metterle in campo".

“Serve un programma di legislatura nuovo, rafforzato, e anche una nuova squadra di governo". A dirlo ai microfoni della trasmissione di Mediaset, Mattino 5 è il governatore dell’Emilia Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

Dopo il voto di fiducia a Palazzo Madama l’esecutivo guidato dal premier, Giuseppe Conte, è sempre più instabile. È per questo che il governo, entro i prossimi giorni, punta alla costituzione di un gruppo autonomo di senatori che possa garantire di portare avanti l’azione governativa, che con questi numeri rischia di impantanarsi in aula e nelle commissioni parlamentari.

"Credo che serva, nel giro di pochi giorni, come penso pretenda giustamente il Presidente della Repubblica, un numero di parlamentari, di senatori che garantisca che i numeri vengano irrobustiti, altrimenti il rischio è che, anche con le migliori idee, non si riesca a metterle in campo", spiega anche Bonaccini, citato dall’Adnkronos. "Dopo di che – ha aggiunto – serve anche un nuovo programma rafforzato e una nuova squadra di governo.

E poi, dal governatore in quota Pd, arriva un appello a Palazzo Chigi e al suo stesso partito: “Coinvolgano di più le parti sociali, coinvolgano di più gli amministratori locali”.

“Non vorrei – ha detto Bonaccini - ci si chiudesse troppo negli uffici di Roma”. “C’è un Paese – ha ricordato – nel quale vi sono importanti esperienze di governo quotidiano del territorio che a mio parere andrebbero più ascoltate".

Un mancato coinvolgimento che, denuncia il governatore, riguarda anche il Recovery Plan. "Non siamo ancora stati coinvolti come vorremmo”, ha fatto sapere. Ma, ha aggiunto, “non ho dubbi che presto lo saremo".

Tuttavia il giudizio sul lavoro fatto finora è positivo: "Mi pare che le voci complessive, le priorità, dalla transizione ecologica al digitale vi siano contenute, e sulla sanità le risorse sono raddoppiate". “Le priorità sono diventate quelle giuste”, prosegue. Ma ora serve uno sforzo in più: “Bisogna mettere a terra i progetti, dargli un nome e un cognome".

Il presidente dell’Emilia Romagna sottolinea anche come il Paese abbia “bisogno di una guida e di una prospettiva convintamente europeista”. Una condizione che, ha continuato, la destra “non può garantire”.

Il riferimento è, innanzitutto, al sostegno espresso dai partiti di centrodestra, come Lega e Fratelli d’Italia, all’ex presidente Usa, Donald Trump. Così facendo, ha detto Bonaccini, hanno dato “una direzione di marcia totalmente diversa”.  

"Ieri è partita una nuova stagione, negli Stati Uniti, che credo dica qualcosa anche ai valori dell’Occidente", ha poi aggiunto parlando dell’Inauguration Day di Joe Biden.

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