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Bianchini (MIO): “La comunicazione sul Covid gestiscono persone che non hanno evidenze scientifiche”

© Foto : MIO Italia Manifestazione di ristoratori, wedding planner e partite Iva a Roma
Manifestazione di ristoratori, wedding planner e partite Iva a Roma - Sputnik Italia
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Virologi e immunologi ultimamente sono diventati i veri divi della tv. Ormai sono parte integrante di commenti, raccomandazioni e notizie riguardanti la pandemia.

Il problema è che alcuni con le loro dichiarazioni creano un clima di allarmismo che a sua volta alimenta paure e incertezze tra i cittadini ed incide negativamente sull'economia italiana in generale e sull'attività di molti imprenditori in particolare.

Per prestare attenzione a questo nuovo fenomeno, MIO Italia (Movimento Imprese e Ospitalità) ha presentato alla Procura di Viterbo un esposto contro il professor Pregliasco – uno dei più citati virologi italiani.

Per fare il punto della situazione, Sputnik Italia si è rivolto direttamente al Presidente MIO Italia Paolo Bianchini.

© Foto : Paolo BianchiniPaolo Bianchini
Bianchini (MIO): “La comunicazione sul Covid gestiscono persone che non hanno evidenze scientifiche” - Sputnik Italia
Paolo Bianchini

— Dott. Bianchini, cosa vi ha spinto a presentare l'esposto contro il Prof. Pregliasco? Perché avete scelto proprio lui fra tutti i “virologi star” che vanno in onda più spesso del premier Conte?

— Abbiamo scelto Pregliasco per una semplice ragione. Il 2 gennaio il Professore ha fatto una dichiarazione sulla stampa dicendo che per tutto il 2021 ci saremmo dovuti scordare pranzi e cene in bar e nei ristoranti.

​Con queste sue parole Pregliasco ha colpito la nostra categoria in maniera esplicita. Cioè, mente gli altri suoi colleghi fanno una sorta di panoramica generale su quello che riguarda il virus, lui ha parlato proprio di pranzi e cene fuori.

Tramite l’esposito, che abbiamo appena presentato, vogliamo sostanzialmente capire se lui ha parlato a titolo personale oppure ha delle evidenze scientifiche. Se il Prof. ha delle evidenze scientifiche, che provano questo fatto, allora ce lo deve mostrare. Perché il verbale (in allegato, ci interessa pagina 5) del Comitato tecnico scientifico (CTS) parla chiaro rispetto al rischio di contagio all'interno dei ristoranti e bar, e dice tutto il contrario. E quando lo leggete, rimanete molto sorprese.

“Per ciò che concerne il settore della ristorazione, il CTS rimarca il rigoroso rispetto e controllo delle misure già più volte indicate dal CTS ed oggetto delle norme attualmente in vigore (es. distanziamento, prevenzione degli assembramenti, obbligo nell'uso della mascherina negli esercizi commerciali e di ristorazione) con intensificazione della vigilanza e delle azioni di contrasto che devono essere rese più agevoli nella loro possibilità di adozione (es.: obbligo di affissione del numero massimo di clienti che è possibile accogliere negli esercizi). Il CTS suggerisce la coerenza della limitazione già prevista dalle raccomandazioni vigenti per i contesti domestici relativa al numero massimo di persone che possono condividere il medesimo tavolo all'interno dei locali di ristorazione”.

— Che peso hanno oggi le parole degli specialisti come Pregliasco? Come le loro dichiarazioni a volte allarmanti e spesso infondate incidono sull'attività delle imprese che fanno parte della vostra Associazione?

— In questo caso la grossa responsabilità dovrebbe averla la politica perché ha lasciato la comunicazione sul Covid-19 nelle mani della gente inaffidabile. I dottori andando in televisione con il camice bianco si permettono di terrorizzare le persone su un rischio che certamente esiste ma di cui non si può parlare in maniera così allarmante.

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E di conseguenza oggi non è più un politico che decide se chiudere un'attività distruggendo interi comparti della nostra economia ma il virologo che parla in televisione e detta la linea al governo. Questa situazione è assolutamente inaccettabile perché i cittadini hanno necessità di avere delle risposte dalla politica e non dai “camici”, perché i “camici” devono fare i medici, non possono fare i politici.

— A questo proposito, vorrei citare Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, che si è schierato apertamente contro alcuni virologi dicendo che “fanno pagare per andare in tv”. Condivide questa osservazione di Ippolito?

— Qui infatti c’è anche il tema del conflitto di interessi. I virologi sono assolutamente scevri dagli interessi personali? Non lo so, io questo non lo posso sapere, però vedo ad esempio che, mentre noi stiamo cercando di salvare le nostre aziende, i dottori e i professori vanno continuamente in televisione per promuovere i loro libri! 

— A Suo avviso, il governo prende sempre in considerazione il parere dei virologi prima di approvare l’ennesimo DPCM?

— No, al contrario, il governo si nasconde dietro quello che dicono i virologi a parole ma nei fatti decide in maniera autonoma. E il verbale del CTS, che ho appena citato, è la dimostrazione.

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Il 25 ottobre Conte ha chiuso i bar e i ristoranti dopo le 18 prendendo lo spunto a parole dal verbale del CTS. Però il documento dice tutto il contrario sottolineando che i locali possono lavorare seguendo le norme previste dalla legge: distanziamento, utilizzo delle mascherine, igienizzazione, tracciamento dei clienti e così via. Quindi la politica sceglie contrariamente a quello che dicono i virologi nero su bianco, però si fa promotore di quello che dicono i virologi in televisione per terrorizzare gli italiani.

— Con quale scopo i politici fanno tutte queste mosse?

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— Credo che sia evidente a tutti che lo fanno per favorire le aziende multinazionali del settore Food&Beverage. Non ci sarebbe un'altra spiegazione, perché per ora non c’è nessuna evidenza scientifica che provi che nei ristoranti e nei bar ci sia rischio di contagio…

— Quale soluzione Lei propone? Come si può fare per combattere questa tendenza che ad un certo punto potrebbe diventare pure troppo pericolosa?

— Innanzitutto il 25 gennaio a Roma, in Piazza del Popolo, noi faremo la manifestazione “La filiera unita” per chiedere fortemente la verità, le prove scientifiche e chiederemo soprattutto di poter lavorare in sicurezza perché dobbiamo salvare le nostre aziende.

© Foto : Paolo BianchiniLa manifestazione “La filiera unita” del MIO Italia (Movimento Imprese e Ospitalità)
Bianchini (MIO): “La comunicazione sul Covid gestiscono persone che non hanno evidenze scientifiche” - Sputnik Italia
La manifestazione “La filiera unita” del MIO Italia (Movimento Imprese e Ospitalità)

Se noi non riusciremo ad aprire i nostri locali nelle prossime settimane, lavorando pranzo e cena e seguendo tutte le prescrizioni antivirali, il 50% di tutte le attività di somministrazione inevitabilmente falliranno a marzo. In questo momento c'è pure il rischio che gli imprenditori in grossa difficoltà di liquidità finiscono nelle mani della malavita oppure saranno costretti a vendere le proprie attività con 2 lire ai cinesi, come sta già avvenendo per esempio a Venezia.

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