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Senatore Zuliani (Lega): “La nostra prima istanza e di poter tornare al voto”

© REUTERS / Ciro De LucaElezioni Regionali in Italia
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Alla fine anche al Senato il governo è riuscito a superare la prova del voto, seppur senza la fiducia a maggioranza assoluta, invece, ottenuta alla Camera. A Palazzo Madama l’esecutivo del premier Conte ha incassato 156 voti, cinque in meno dei 161 previsti, ma comunque sufficienti per non essere sfiduciato.

I voti contrari sono stati 140, con 16 astenuti, tutti di Italia Viva e nove assenti. Il premier Conte, scampato il pericolo della crisi di governo, su Twitter ha dichiarato: “Ora l’obiettivo è rendere ancora più solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere”, tuttavia con dei numeri così esigui la possibilità di governare con stabilità e continuità appare tutta in salita.

© Foto : Fornita da Cristiano ZulianiSenatore Cristiano Zuliani
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Senatore Cristiano Zuliani

Sputnik Italia ha contattato il senatore della Lega Cristiano Zuliani per un’analisi “da vicino” della situazione.

— Senatore Lei era presente, ha votato, com’è andata la seduta al Senato? Quali le Sue valutazioni in queste votazioni molto attese e con un risultato fino all’ultimo in sospeso?

— Personalmente lo immaginavo che il governo avrebbe comunque incassato questa maggioranza relativa. C’è stata la sorpresa di questi due membri del partito Forza Italia che hanno votato la fiducia (Maria Rosaria Rossi e Andrea Causin). Certo che, mancando la maggioranza assoluta, c’è la conferma che il partito Italia Viva di Renzi riesce a tenere in scacco l’attuale maggioranza di governo, nella condizione precisa che s’è creata qui al Senato. I numeri risicati sono qui al Senato, alla Camera abbiamo visto, insomma, i numeri ci sono. Nelle prossime mosse che avrà in mente il governo tra cui il Recovery plan servirà sempre il consenso da parte del partito Italia Viva. Senza l’apporto di Italia Viva in nessuna delle Commissioni il governo potrà disporre di una maggioranza assoluta.

— Come finirà questa battaglia a scacchi tra il premier Conte e Renzi?

— Lo scenario che posso immaginare, se il premier Conte non troverà ulteriori parlamentari al Senato che lo appoggino, è che la crisi di governo potrà solo essere rimandata un po’ più avanti. Aggiungo che, se si dovesse ripresentare questo scenario, se io fossi il presidente della repubblica, inizierei a pensare che forse la figura di questo premier non è quella giusta.

Il ruolo dei senatori a vita

— In questo frangente quanto è stato determinante il ruolo dei senatori a vita?

— Purtroppo è stato determinante, ma lo potevamo immaginare. Il mio pensiero come quello di altri miei colleghi del nostro partito è che il ruolo di senatore a vita andrebbe abolito, nel senso istituzionale. Purtroppo c’è chi predica bene e razzola male: ci ricordiamo di alcune uscite dei tempi trascorsi da parte di alcuni personaggi del Movimento 5 Stelle talmente indecorose nei confronti dei senatori a vita che nemmeno voglio riportare. Con tutto il rispetto verso i senatori a vita anche nei confronti della loro storia di vita, io comunque toglierei questa figura che va ad incidere sulla storia politica del paese.

— Con la mossa di Ciampolillo e Nencini che ha contribuito ad alzare il margine della fiducia, che a Palazzo Madama è arrivata a quota 156, cioè 5 voti in meno rispetto alla maggioranza assoluta dei 161, quali sono gli scenari, secondo Lei, che ora si prospettano?

— Immagino che l’attuale maggioranza, soprattutto il premier Conte sguinzaglierà i propri uomini per consolidare questo risultato risicato, per cui, secondo me, la caccia ai senatori che potrebbero sostenere il governo continuerà anche dopo l’esito di ieri. Come partito Lega abbiamo dato un’immagine di grande solidità mostrando che non abbiamo il rischio di defezioni. Staremo a vedere per quel che riguarda l’altra componente di Centro Destra, parlo di Forza Italia, se riuscirà a mantenere la sua linea, o se continuerà questa diaspora verso un sostegno al premier Conte. Parlo sempre a livello della situazione al Senato.

Ritorno al voto

— Per Lei senatore quale sarebbe la soluzione migliore?

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— Indubbiamente noi della Lega chiediamo di tornare al voto. Siamo coerenti nonostante la consapevolezza che col taglio dei parlamentari non tutti potranno ricandidarsi e che comunque ognuno di noi dovrà rimettersi in gioco, pur ipotizzando un aumento di consensi verso la Lega superiore a quello del 2018. Ma, veramente, noi vogliamo il bene del Paese, perciò la nostra prima istanza e di poter tornare al voto. Vedremo che scenari si apriranno e si valuterà la possibile compagine di governo, dove il Centro Destra è preponderante, per risolvere le questioni fondamentali che stanno attanagliando in questo momento il nostro paese.

Vorrei aggiungere anche un’altra cosa: dal confronto con alcuni colleghi, pare che a livello internazionale il premier Conte non sia poi così valutato. Certo, sta portando avanti una politica europea liberale e di sinistra, però, attualmente, risulta un uomo debole. Alcuni paesi europei almeno a livello di politica estera chiederebbero un uomo che sappia imporsi maggiormente.

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