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Covid-19, Miozzo: "Se i vaccini funzionano, torneremo a respirare a fine primavera"

© Foto : Dipartimento della Protezione CivileConferenza stampa dei direttori dei dipartimenti della Protezione Civile Agostino Miozzo e Luigi D'angelo sull'emergenza Coronavirus
Conferenza stampa dei direttori dei dipartimenti della Protezione Civile Agostino Miozzo e Luigi D'angelo sull'emergenza Coronavirus - Sputnik Italia
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Il piano però rischia di essere rivisto e la conclusione delle vaccinazioni degli over 65 e fragili potrebbe slittare a causa dei ritardi di Pfizer, ha avvertito il coordinatore del Cts.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), è ottimista nel ritenere vicina l'uscita dal tunnel. Se il piano di vaccinazione verrà rispettato con l'immunizzazione degli over 60 raggiunta entro fine maggio, a partire dall'estate si vedranno gli effetti dei vaccini sulle riaperture. 

"Se la campagna vaccinale funziona come auspichiamo, inizieremo a vederne i risultati verso la fine della primavera. Per prima cosa abbattiamo il numero delle vittime, che continua ad essere drammatico. Se mettiamo in sicurezza gli anziani sopra gli 80, gli anziani dai 60 in su, quelli che lavorano nel mondo della scuola, dei servizi e della sicurezza, se mettiamo in sicurezza tutte queste persone, se la campagna vaccinale va come deve andare, io credo che verso la fine della primavera, l'inizio dell'estate, possiamo tentare di cominciare a respirare, anche se mantenendo la rigorosa osservazione di certi criteri di protezione". Così ha parlato Miozzo ai microfoni di radio 2.

I ritardi nelle vaccinazioni

Il ritardo delle consegne di Pfizer potrebbe però provocare un rallentamento tale da far slittare le vaccinazioni di qualche settimana. In tal caso il piano andrebbe rimodulato, secondo quanto ha spiegato Miozzo in un'intervista all'agenzia Dire.

"Alla luce però della situazione, potrà essere necessario rivedere il piano" e se dovesse essere rimodulato il cts richiederà un "nuovo aggiornamento ad Arcuri. Se questi ritardi dovessero essere prolungati ben oltre i tempi annunciati da Pfizer, l’intero piano dovrà essere modificato e le categorie over 65, che si prevedeva di concludere per fine maggio-giugno, potrebbero non essere coperte", spiega Miozzo.

Miozzo lancia l'allarme sul rischio di restare scoperti con la seconda dose e di non poter effettuare il richiamo a chi ha già ricevuto la prima. Questa dovrà essere la priorità.

"A mio giudizio la prima cosa è verificare che quel milione e 200 mila persone che hanno ricevuto la prima dose abbiano anche la disponibilità del richiamo, territorio per territorio. Se questo non dovesse essere riscontrato in tutto il Paese, rischiamo di avere un gap di immunizzazione da colmare in tempi rapidi" ha concluso.

I ritardi nella distribuzione

Proprio quando il Paese inizia il secondo round di vaccinazioni, con la somministrazione del richiamo a chi ha già ricevuto la prima dose che secondo gli esperti deve essere inoculato dopo 22 giorni per mantenere l'efficacia, l'azienda Pfizer ha fatto sapere che ridurrà temporaneamente di circa il 30% le forniture di vaccino all'Italia.

La Pfizer ha spiegato che la riduzione delle dosi consegnate è dovuta ad una riorganizzazione logistica, ma non ha specificato né i tempi del ritorno alla normalità né la quantità di dosi che sarà in grado di consegnare.

Intanto questo lunedì la farmaceutica statunitense ha consegnato solo 103mila dosi anziché le 397mila previste per questa settimana, dopo il taglio di 165mila deciso venerdì. Il governo oggi ha attivato l'Avvocatura generale dello Stato per valutare l'avvio di un contenzioso nei confronti di Pfizer.

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