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Scuola, Miozzo (Cts): "Ci sono le condizioni per ricominciare"

© AP Photo / Gregorio BorgiaAlunni all'ingresso di una scuola, Roma
Alunni all'ingresso di una scuola, Roma - Sputnik Italia
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Per il coordinatore del Comitato tecnico scientifico la scuola è "una priorità oltre che un diritto" e la sospensione della didattica in presenza per oltre un anno rischia di essere un "buco nero" nella formazione, istruzione ed esperienza delle nuove generazioni.

"Siamo in piena pandemia e i numeri del contagio sono molto elevati. Nonostante ciò riteniamo esistano tutte le condizioni che consentono il ritorno in classe nelle zone gialle e arancioni come stabilisce appunto il dpcm del 14 gennaio". Lo ha detto in un'intervista al Corriere della Sera Agostino Miozzo, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico. 

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Queste dichiarazioni giungono a poche ore dalla riunione convocata d'urgenza dalle regioni sulla ripartenza delle lezioni in classe, durante la quale il Cts ha riconfermato l'esigenza improcrastinabile della riapertura delle scuole. 

"Se qualche presidente ritiene che nel suo territorio non esistano le premesse per garantire la ripresa in sicurezza delle scuole, può adottare misure più restrittive. Per quanto ci riguarda la scuola dovrebbe essere una priorità oltre che un diritto", sottolinea.

I tavoli con i prefetti

Miozzo ha ricordato come, per individuare e risolvere eventuali specifiche criticità regionali, siano stati instituiti i tavoli con i prefetti, per trovare soluzioni al sovraffollamento dei trasporti e ai rischi di aggregazione extra scolastica, provincia per provincia.

"I tavoli hanno suggerito dei correttivi ad esempio per sfalsare l’orario di ingresso a scuola e prevenire l’affollamento dei mezzi pubblici. A dicembre le relazioni sono state consegnate al governo, noi le abbiamo lette. Quindi le Regioni hanno avuto tutte le indicazioni utili per intervenire sul campo. C’è chi l’ha fatto, affittando ad esempio centinaia di nuovi bus. In quelle regioni le scuole riapriranno", ha precisato.

I danni per i giovani

Il coordinatore del Cts ha lanciato l'allarme sul rischio che un’intera generazione possa pagare conseguenze pesantissime in termini di formazione con un buco di apprendimento e di esperienza devastanti che peserà sul loro futuro. 

"Studi internazionali evidenziano gravi danni nei ragazzi in termini di apprendimento. Si vengono a creare dei veri e propri buchi neri in formazione, esperienza, socializzazione. Poi, le conseguenze psicologiche", ha avvisato.

Miozzo ha sottolineato che le scuole devono essere considerate ambienti sicuri se vengono rispettati i protocolli e il loro contributo all'accelerazione dei contagi è limitato. 

Il Comitato tecnico scientifico si è riunito domenica mattina su convocazione urgente delle regioni per esprimere un parere sulla riapertura delle scuole da lunedì mattina, in un momento di ripresa dei contagi e con molte regioni in zona arancione e rossa. 

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