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Crisi di governo, Renzi: "Non abbiamo rotto con Conte. In aula ci asterremo, è più saggio"

© Foto : Evgeny UtkinMatteo Renzi
Matteo Renzi - Sputnik Italia
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Il leader di Italia Viva difende l'operato del suo partito e le dimissioni della delegazione. E attende adesso il premier alla prova dei fatti in Parlamento.

Matteo Renzi difende la linea politica di Italia Viva che ha portato alla crisi di governo e ribadisce in un’intervista al Corriere della Sera di non aver “rotto” con il premier Giuseppe Conte, ma di aver chiesto "risposte su scuole, vaccini, infrastrutture e lavoro” e di non averle ottenute.

Renzi parla di “coraggio” nel gesto delle dimissioni delle ministre Bellanova, Bonetti e del sottosegretario Scalfarotto “tre persone straordinarie che fanno politica per servizio e non per interesse” e che “hanno riaffermato la bellezza e la dignità della politica”.

E adesso Italia Viva cosa farà in Parlamento? Per il leader del partito si deciderà “alla riunione di gruppo ma credo che” l’astensione “sia la scelta più saggia”.

La rottura con il Pd

I Democratici hanno dichiarato di considerare chiusa l’esperienza di alleanza con Iv, ma Renzi sottolinea che la priorità del suo partito è che “si formi un governo di coalizione con un ruolo fondamentale per il Pd e per i suoi esponenti. Il Pd sa che senza Italia viva non ci sono i numeri. Forse non sarà più amore, ma almeno è matematica”.

E poi lancia la provocazione al segretario Dem: “Se Zingaretti insiste a dire no a Italia viva, finisce col dare il Paese a Salvini. È questo ciò che vuole?”

Conte va avanti

Renzi poi analizza l’ipotesi di un successo del premier alla prova della fiducia o di un sostegno del presidente della Repubblica ad andare avanti anche senza tutti i voti necessari.

Se il premier ottenesse i voti necessari “sarebbe un atto di chiarezza. E riconoscerei il successo parlamentare per il premier”, ammette Renzi e “se in Senato Conte avrà 161 voti, rispetteremo il risultato”.

In caso Mattarella dovesse comunque rinnovare il mandato a Conte anche senza i voti che servono Renzi dichiara: “Ciò che decide di fare il presidente non si commenta. E ho molto rispetto per qualunque decisione verrà presa dal premier. Il presidente della Repubblica è l’arbitro in campo, noi giocatori dobbiamo rispettarne le decisioni senza troppe parole inutili”.

La democrazia non sono i social

Il leader di Italia Viva torna, poi, un’altra volta a polemizzare con i metodi del premier e della sua squadra.

“Non voglio personalizzare. Io so che molti mi odiano. E so anche che aver radicalizzato su di me è servito agli spin doctor di Chigi per guadagnare consenso sui social. Ma la democrazia non è Facebook. Stiamo parlando di politica, non di propaganda”.

 

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