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Palestre chiuse per il lockdown? Ora l'addome si scolpisce dal chirurgo

© REUTERS / Ilya NaymushinУчастники соревнования по бодибилдингу в Красноярске
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Con la chiusura delle palestre per colpa del Covid sempre più uomini scelgono di ricorrere all'aiuto del chirurgo per avere addominali e pettorali scolpiti. E con il lockdown è boom di interventi di medicina estetica.

In Italia aumentano le richieste per i ritocchi dal chirurgo plastico. Un fenomeno che si è esteso anche alla clientela maschile.

Complice la chiusura a data da destinarsi delle palestre sempre più persone scelgono di ricorrere alla chirurgia estetica per avere un addome tonico e pettorali scolpiti.

Ad assicurarlo ad Askanews è Daniele Spirito, professore di Chirurgia Plastica all’Università di Milano. Tra gli interventi più richiesti, per gli uomini, ci sono la liposuzione e le “protesi pettorali”.

Ad incoraggiare gli aspiranti body builder è la durata dell’intervento, circa un’ora, e il fatto che venga svolto in anestesia locale con sedazione profonda e, volendo, in regime di day hospital.

Insomma, un tempo relativamente breve considerando che per raggiungere gli stessi risultati attraverso l’attività fisica ci vogliono mesi di fatica e sudore.

“L’intervento si pratica con una piccola incisione vicino all’ascella – spiega il chirurgo alla stessa agenzia di stampa – e si inserisce al di sotto del muscolo una protesi in silicone specifica, più coesiva di quella mammaria femminile, allo scopo di evidenziare un’ipertrofia del tessuto”.

Tra le uniche prescrizioni post-operatorie c’è quella di non effettuare attività sportiva, specialmente se si tratta di sollevamento pesi, per cinque settimane dopo l’intervento per non provocare un “dislocamento tardivo dell’impianto”.

Labbra carnose, zigomi pronunciati, sguardo ringiovanito e glutei più scolpiti sono invece le richieste che vanno per la maggiore tra il pubblico femminile. Interventi che, anche in questo caso, sono stati richiestissimi dopo il lockdown.

Le ragioni sono sostanzialmente due, secondo l’Huffington Post. La prima è di tipo economico: chi in questi mesi è stato obbligato a risparmiare su vacanze e cene fuori si ritrova piccoli capitali da investire nei cosiddetti “ritocchini”.

E poi, secondo gli esperti, mascherine e smartworking consentono di nascondere i segni dell’intervento, come gonfiori ed ematomi, che possono apparire nei primi giorni dopo l’operazione.

Per Spirito, oltre ai filler, che servono per abbellire il viso, tra gli interventi più richiesti ci sono “l’inserimento di protesi glutee o facciali” che aiutano a dimostrare qualche anno in meno.

Secondo un report della società Agorà, citato sempre dall’Huffington Post, nel 2020 le richieste per effettuare il riempimento delle labbra sono state del 42 per cento in più rispetto al 2019, mentre i trattamenti a base di filler per gli zigomi e le rughe naso geniene sono aumentati del 29 per cento.

 

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