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Economia italiana, i dati peggiori degli ultimi anni in termini di reddito e debito

© Sputnik . Vladimir Sergeev / Vai alla galleria fotograficaBanca d'Italia
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La Banca d'Italia pubblica un primo sintetico resoconto sugli effetti economici e finanziari della pandemia sull'Italia. Perdita di reddito, consumi in picchiata e l'illusione del maggior risparmio accumulato.

Un primo semestre del 2020 da dimenticare si direbbe in tempi normali, ma questi non lo sono. I redditi primari dei settori privati non finanziari hanno fatto registrare la contrazione più forte degli ultimi 20 anni, così come si è registrata la peggiore variazione semestrale del debito pubblico in percentuale del PIL.

Lo scrive la Banca d’Italia nella ‘Nota Covid-19’, uno speciale dedicato all’economia italiana al tempo della pandemia che fotografa la situazione economica e finanziaria del Paese sfigurata dalla crisi sanitaria.

Il reddito disponibile nel primo semestre del 2020 è stato straordinariamente sostenuto dagli interventi di Stato che hanno mitigato le conseguenze negative della crisi pandemica sui bilanci delle famiglie, scrive la Banca d’Italia.

“In un contesto di forte contrazione della spesa per consumi e investimenti, le famiglie e le imprese hanno nel complesso indirettamente trasferito risorse alle amministrazioni pubbliche, soprattutto attraverso l'impiego della liquidità accantonata presso il sistema bancario”, scrive Banca d’Italia nello studio.

I redditi delle famiglie -8,8%

Nel primo semestre del 2020 i redditi delle famiglie si sono ridotti dell’8,8% rispetto al primo semestre del 2019, che fa registrare una contrazione decisamente più ampia di quelle registrate nelle fasi più acute della crisi finanziaria del 2008-2009 quando la contrazione fu del -5,2% e rispetto alla crisi dei debiti sovrani del 2011 che fu del -3,4%.

I redditi da lavoro dipendente sono scesi dell’8,7%, mentre i redditi da lavoro e i profitti delle famiglie produttrici si sono ridotti del 7,4%. Tutti gli altri redditi hanno vissuto un calo ben più drammatico del 13% nei primi sei mesi del 2020.

Il calo dei consumi e il risparmio netto

Anche se vi è stato un sostegno pubblico alla capacità di spesa delle famiglie, i consumi sono calati in modo eccezionale del -9,8%, che ha portato come contro altare ad un risparmio netto di 51,6 miliardi di euro rimasti sui conti correnti degli italiani.

Il tasso di risparmio, infatti, è triplicato rispetto alla fine del 2019, passando dal 2,8% al 9,2%, ma non è un bene perché rischia di bloccare l'economia e di farla avvitare su se stessa.

Al risparmio delle famiglie hanno contribuito le misure di contenimento del contagio che hanno impedito la spesa effettiva, ma anche un atteggiamento di spesa più prudente da parte delle famiglie, dovuto al calo del reddito percepito durante i mesi di chiusura delle attività.

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