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Italia Viva verso lo strappo, Anzaldi: "Conte a caccia di responsabili invece di dare risposte"

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Il deputato di Italia Viva, Michele Anzaldi, a Sputnik Italia: "Se si arriverà allo strappo definitivo sarà per esclusiva responsabilità di Conte, che invece di dare risposte sulle questioni concrete ha preferito andare a caccia di responsabili in Parlamento per sostituirci".

A poche ore dalla conferenza stampa con cui il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, potrebbe annunciare le dimissioni delle ministre renziane aprendo ufficialmente la crisi di governo, e mentre il premier Giuseppe Conte sale al Quirinale per un incontro interlocutorio con il presidente Sergio Mattarella, Sputnik Italia fa il punto della situazione con Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva e componente della Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

— Nelle ultime ore si è parlato di uno spiraglio per scongiurare la crisi, è così o ormai si va verso lo strappo definitivo con le dimissioni delle ministre di Italia Viva?

— Se si arriverà allo strappo definitivo sarà per esclusiva responsabilità di Conte, che invece di dare risposte a Italia Viva sulle questioni concrete che abbiamo posto nelle ultime settimane, a partire dai 36 miliardi del Mes per rafforzare la sanità contro la pandemia, ha preferito andare a caccia di responsabili in Parlamento per sostituirci. Magari pensando anche di precipitare il Paese al voto per fare la sua lista personale.

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— Che ne pensa degli appelli fatti in queste ore da Grillo e Zingaretti?

— Quello di Grillo mi sembra più che un appello una caccia ai voti in Senato, ha snaturato il discorso di Mattarella per piegarlo alla ricerca dei senatori per puntellare la poltrona di Conte. Zingaretti fa bene a parlare di dialogo, ma chi lo ha interrotto è stato Conte.

— A proposito dei “responsabili” che potrebbero arrivare in soccorso del premier, chi sono e potranno garantire a Conte i numeri per governare nel caso di un passo indietro da parte di IV?

— Lo vedremo nelle prossime ore, evidentemente Conte è sicuro di sì altrimenti non avrebbe deciso di rompere ogni rapporto con Italia Viva.

— Si è parlato anche di un ribaltone a Palazzo Chigi con Conte sostituito da Di Maio o Franceschini, è uno scenario realistico?

— Nel momento in cui si arriverà alle dimissioni di Conte o alla sua sfiducia, e quindi inizieranno le consultazioni al Quirinale, tutti gli scenari saranno in campo, come prevede la Costituzione.

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— Quali sono le vostre condizioni per restare al governo?

— Ascoltare le nostre idee e almeno alcune vederle recepite nei provvedimenti di governo. Se dobbiamo stare al governo per approvare solo quello che viene deciso altrove, magari con una email inviata alle ministre nel cuore della notte a poche ore dal Consiglio dei ministri più importante della legislatura con i Recovery Plan, allora non ha davvero senso.

Conte ha fatto di tutto per umiliare i partiti della sua maggioranza, tanto è vero che le nostre rimostranze sono state ampiamente condivise anche dal Pd e da certi settori del Movimento 5 stelle. Vedi il caso dei servizi segreti.
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