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Governo appeso al filo dei "responsabili"? Ecco tutti gli scenari

© Foto : Filippo AttiliIl presidente del Consiglio Giuseppe Conte
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte - Sputnik Italia
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Le ministre di Italia Viva si astengono sul Recovery Plan in Consiglio dei Ministri e Renzi è sempre più vicino alla rottura con il premier Conte. Ecco tutti gli scenari che si aprirebbero se i renziani ritirassero l'appoggio al governo.

Dopo l’astensione delle ministre di Italia Viva sul testo del Recovery Plan approvato stanotte dal Consiglio dei Ministri, oggi Matteo Renzi si prepara, salvo colpi di scena, a dire addio alla maggioranza.

Secondo l’ex premier, intervenuto ieri alla trasmissione di Rai 3 Cartabianca, Conte avrebbe già trovato “i numeri per un nuovo esecutivo”. "Invece di parlare con noi ha scelto di andare in Parlamento", ha continuato il leader di Italia Viva, citato dall’Adnkronos.

Ma quali sono gli scenari che si profilano all’orizzonte nel caso in cui Renzi dovesse ritirare l’appoggio al governo Conte Bis?

Quella delle dimissioni del premier, infatti, non è una eventualità da dare per scontata. Anzi. I riflettori in queste ore sono puntati sui cosiddetti “responsabili”, ovvero un nuovo gruppo di parlamentari che potrebbero arrivare in soccorso di Conte se i renziani si tirassero indietro.

Si parla di Clemente Mastella, sindaco di Benevento ed ex leader dell’Udeur, marito della senatrice del gruppo misto Sandra Lonardo, che starebbe organizzando la pattuglia in Senato.

Per spiegare quello che potrebbe succedere nei prossimi giorni Askanews fa il paragone con il 2010, quando un gruppo di senatori, tra cui Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, salvarono il governo Berlusconi dopo la rottura con Futuro e Libertà, la formazione fondata da Gianfranco Fini.

Anche allora la crisi si protrasse per diverse settimane e il governo ebbe quindi il tempo per assicurarsi i numeri in Parlamento. Finì con la mozione di sfiducia presentata dall’opposizione, che fu bocciata il 14 dicembre, e il voto di fiducia ottenuto grazie ai voti dei senatori reclutati da Forza Italia.

Anche in questo caso, spiega Askanews, Mattarella potrebbe dover prendere atto del fatto che il premier Conte abbia trovato nuovi appoggi alla Camera e al Senato.

Se Conte dovesse perdere la sfida in aula, però, sarebbe obbligato a dimettersi e si aprirebbero le consultazioni. Il Giornale, in questo caso, profila diversi scenari.

Italia Viva potrebbe decidere di appoggiare un governo con il Pd e il M5S a patto che ci sia un nuovo premier. Le indiscrezioni parlano di Luigi Di Maio, conditio sine qua quando si discute di un'opzione di questo tipo negli ambienti pentastellati, o Dario Franceschini.

Poi c’è l’opzione del governo di unità nazionale guidato dai “tecnici” come Mario Draghi o Marta Cartabia, con un’ampia convergenza delle forze politiche. Ma il Pd ha già escluso nelle scorse ore di poter fare la sua parte in un esecutivo di questo tipo.

Si fa il nome della presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati per un eventuale governo di centrodestra a cui potrebbero partecipare Italia Viva e qualche parlamentare grillino deluso.

Quella del voto resta, invece, l’ultima opzione. Sia perché le urne si aprirebbero alla vigilia del semestre bianco e in piena crisi sanitaria, sia perché tanti parlamentari non vogliono saperne di finire l’esperienza legislativa, almeno, come nota qualcuno, fino al raggiungimento della pensione.

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