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Piano pandemico 2021-2023, con risorse scarse cure solo a chi può farcela

© Sputnik . Pavel L'vov / Vai alla galleria fotograficaUnità di terapia intensiva
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In uno dei suoi passaggi chiave il piano pandemico 2021-2023 stabilisce i criteri di triage per l'accesso alle terapie in caso di scarsità di risorse.

L'Italia avrà un piano pandemico per il biennio 2021-2023. La prima bozza del documento giunge finalmente dopo mesi di polemiche per l'assenza di un piano aggiornato. Il nuovo testo, il primo aggiornamento effettivo dal 2006, mira a fare tesoro della lezione imparata dalla pandemia di Covid-19 e a mettere in campo non solo gli strumenti per affrontare una minaccia pandemica, ma anche i principi etici per garantire "equità, trasparenza, coerenza" e la migliore offerta di cure anche durante le situazioni di crisi. 

La bozza, ancora "informale condivisa con i soggetti interessati e destinata a raccogliere indicazioni e modifiche", secondo quanto sottolineano fonti del Ministero della Salute, riportate da Ansa, è destinata a far discutere per l'introduzione di criteri di triage per l'accesso alle cure in condizioni di scarsità. 

Il leader di Italia viva, Matteo Renzi, non perde l'occasione per chiedere ancora una volta il Mes sanitario. 

"Presentato il Piano Pandemico nazionale. Dice: "Se ci sono poche risorse, bisogna scegliere chi curare." Ho una idea più semplice. Se ci sono poche risorse, prendiamo il MES. Ci vuole tanto a capirlo?", scrive in un post di Facebook. 

Nella bozza vengono inoltre viene predisposto un piano per dotarsi di tutti quegli strumenti, dai dpi per gli operatori sanitari ai farmaci antivirali, per affrontare un evento imprevedibile come una pandemia e un programma di formazione continua finalizzata alla prevenzione e controllo delle infezioni respiratorie o altre possibili patologie infettive.

I criteri di triage

Il testo si pone l'obiettivo di stabilire i criteri per definire l'accesso alle cure in caso di scarsità di risorse e crisi sanitaria. 

"Quando la scarsità rende le risorse insufficienti rispetto alle necessità i principi di etica possono consentire di allocare risorse scarse in modo da fornire trattamenti necessari preferenzialmente a quei pazienti che hanno maggiori possibilità di trarne beneficio", si legge in uno dei passaggi chiave della bozza. 

L'obiettivo è quello di fondare le politiche di sanità pubblica su un "quadro di etica" per garantire al sistema di pianificazione "equità, trasparenza, coerenza" e stabilire le "priorità e le responsabilità".

"Una pianificazione eticamente e clinicamente corretta deve mirare a garantire risorse e protezioni giuste ed eque, con particolare attenzione ai gruppi vulnerabili. Tuttavia, durante situazioni di crisi, i valori etici fondamentali consentono alcune azioni che non sarebbero accettabili in circostanze ordinarie. Ciò non significa, però, modificare i principi di riferimento: occorre, invece, bilanciarli in modo diverso. In condizioni di crisi cambiano le situazioni, non gli standard di etica", prosegue il documento.

Il triage si potrà rendere necessario dinnanzi ad uno squilibrio tra necessità e risorse disponibili, ma gli "operatori sanitari sono sempre obbligati, anche durante la crisi, a fornire le cure migliori, più appropriate, ragionevolmente possibili".

Non è consentito "agire violando gli standard dell'etica e della deontologia, ma può essere necessario, per esempio, privilegiare il principio di beneficialità rispetto all'autonomia, cui si attribuisce particolare importanza nella medicina clinica in condizioni ordinarie. Condizione necessaria affinché il diverso bilanciamento tra i valori nelle varie circostanze sia eticamente accettabile è mantenere la centralità della persona. In generale: la solidarietà deve ispirare ogni decisione; gli interventi devono essere sempre basati sull'evidenza e proporzionati; le restrizioni e l'intrusione nella vita delle persone dovrebbero essere le minori possibili in relazione al raggiungimento dell'obiettivo perseguito; le persone devono essere sempre trattate con rispetto".

Gli altri punti del piano

Nel documento si prende atto del fatto che dinnanzi alla totale imprevedibilità di una pandemia dovuta ad un virus il cui contenimento "si è dimostrato di difficile attuazione", sarà necessario effettuare esercitazioni, esercitazioni, assicurare la disponibilità di dispositivi di protezione individuale per gli operatori sanitari, provvedere alle scorte e assicurare la disponibilità di farmaci antivirali. 

Particolare attenzione dovrà essere dedicata ai virus aviari, con dotazioni di antinfluenzali e vaccini pandemici  e in caso di necessità prevedere opportune piattaforme per lo sviluppo di queste armi.

Le riserve dovranno essere costituite sia a livello nazionale che regionale. Allo stesso tempo si dovrà provvedere alla formazione continua di personale ospedaliero e comunitario, finalizzata alla prevenzione e controllo di malattie infettive a livello respiratorio e non solo.

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