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Covid-19, l'allarme di Fontana: "Lombardia verso zona rossa"

© Foto : Evgeny UtkinPresidente della Lombardia Attilio Fontana
Presidente della Lombardia Attilio Fontana - Sputnik Italia
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Il governatore ha commentato i dati in peggioramento nella Regione, che con in nuovi criteri revisionati, rischia di tornare in fascia rossa. "Il mio auspicio è che i numeri si invertano", ha detto.

Purtroppo stiamo peggiorando in tutti i parametri, ci stiamo sicuramente avvicinando alla zona rossa". Lo ha detto questa mattina il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, a SkyTg24, facendo il punto sulla situazione dell'epidemia di Covid-19 nella regione. "E' evidente che la situazione deve essere monitorata con attenzione", ha affermato.

"Purtroppo la scorsa settimana l’indice Rt ha avuto un improvviso rialzo, a 1,24. Tenendo conto dei nuovi parametri introdotti dal governo poco prima di Natale, ci stiamo avvicinando sicuramente alla zona rossa", ha ammesso il presidente lombardo. 

Mentre oggi quasi tutta l'Italia è tornata in fascia gialla, la Lombardia, assieme ad altre quattro regioni, non ha cambiato colore e adesso rischia restrizioni da allarme massimo, per via della revisione dei criteri che hanno ridotto di 0,25 la soglia dell'indice Rt per passare ad una fascia di rischio più alto (1 per la zona gialla e 1,25 per quella rossa). In base ai nuovi parametri, con un Rt pari a 1,24, la Lombardia è a un passo dalla zona rossa. "

Il mio auspicio è sempre che i numeri si invertano, ma nel caso in cui non lo facessero il rischio è questo", ha aggiunto Fontana.

Campagna di vaccinazione

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Fontana ha commentato il presunto ritardo della Lombardia sulla campagna di vaccinazione, rispetto alle altre regioni che hanno ricevuto meno della metà delle dosi. La Lombardia è infatti la regione che, per l'alta popolosità, ha ricevuto la maggiore quantità di vaccino.

"Non c'è un ritardo, questa non è una gara a chi arriva prima, anzi chi arriva prima rischia di trovarsi in difficoltà", ha precisato il governatore. Noi abbiamo raggiunto un accordo con il commissario Arcuri secondo cui dovremo finire il primo giro di vaccinazioni entro il 28 gennaio, e il 28 gennaio lo finiremo. Poi dovremo fare il richiamo", assicura. "Non capisco perché si debba creare una competizione che non ha senso", commenta.

La campagna di vaccinazione in Italia è iniziata il 27 dicembre 2020, dopo la consegna delle prime 9750 dosi di vaccino Pfizer/Biontech, ed è proseguita con un totale di 643.219 vaccinazioni eseguite su un totale di quasi un milione di dosi consegnate. 

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