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Gualtieri: "Con il dialogo il Recovery è diventato più robusto. La crisi sarebbe incomprensibile"

© Foto : Agenzia Nova / Marco MinnaRoberto Gualtieri, Ministro dell'Economia e delle Finanze
Roberto Gualtieri, Ministro dell'Economia e delle Finanze - Sputnik Italia
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Per il ministro dell'Economia adesso è tempo di approvare il testo e poi pensare allo scostamento di bilancio per dare nuove risorse alla Sanità.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri fissa in poche frasi i punti saldi dell’azione di governo e i prossimi passi per aggirare la crisi dell’esecutivo, approvare il Recovery plan e poi passare alle altre urgenze del Paese, tra cui l’importante scostamento di bilancio e il nuovo decreto ristori.

In un’intervista sul Corriere della Sera, il ministro ribadisce che una crisi del Conte bis “sarebbe incomprensibile” e sottolinea che grazie al dialogo nella maggioranza il testo del Recovery è stato migliorato e ne sono state rafforzate “coerenza e visione strategica”.

“Auspico che martedì sia approvata dal Consiglio dei ministri per poi avviare subito il confronto con il parlamento, con le forze sociali e con la Commissione europea. Dobbiamo concludere il lavoro nei tempi previsti” e poi ci saranno “altri interventi importanti: lo scostamento di bilancio e il nuovo decreto sui ristori. Sono indispensabili e urgenti, soprattutto alla luce della necessità di proseguire con le misure restrittive di contenimento della pandemia. Non vanno messi a rischio”, avverte Gualtieri.

Nuovi fondi per la sanità

Lo scostamento che l’esecutivo sta valutando vale 24 miliardi di euro, “un intervento da un punto e mezzo di prodotto interno lordo”, “di cui circa un miliardo e mezzo per l’acquisto, la distribuzione e la somministrazione dei vaccini. Sulla Sanità nel provvedimento in arrivo sono previsti nel complesso più di tre miliardi supplementari”.

“Poi ovviamente rifinanzieremo il sostegno ai Comuni e la copertura della Cassa integrazione. Non solo i ristori”, aggiunge.

La crisi si supera con il dialogo

Sul fronte prettamente politico della crisi di governo, il ministro dell’Economia lavora di fino e di diplomazia e rinnova il sostegno per un approccio dialogante: “Continuo a essere fiducioso che prevarrà in tutti il senso di responsabilità verso gli italiani. Credo che il metodo dell’ascolto che stiamo praticando per la revisione del Recovery consenta un più generale rilancio dell’azione del governo e della coalizione”.

“Come ha detto Nicola Zingaretti, c’è da definire un programma di priorità, un vero e proprio patto di legislatura, raccogliendo i contributi di tutte le forze politiche della maggioranza ed è positivo l’impegno del presidente Conte a presentare una proposta in tal senso”, sottolinea.

E poi un colpo a chi vorrebbe rompere: “Non penso invece che precipitare il paese nel caos e nell’incertezza sarebbe compreso e apprezzato dalle famiglie, dai lavoratori e dalle imprese, che si aspettano meno polemiche e più fatti. E a buon diritto. Noi lavoriamo senza sosta con l’unico obiettivo di affrontare e superare questa crisi difficile. Ci aspettiamo che tutti facciano lo stesso”.

Ma il ministro cerca ancora di ricucire e sostiene che da Italia viva “sono giunti contributi e osservazioni preziose, e lo schema presentato tiene conto di molte di queste”.

Il nuovo Recovery plan

Il ministro Gualtieri precisa poi quali sono stati i punti di revisione del testo del Recovery dopo il confronto: “Vorrei sottolineare il forte potenziamento degli interventi sulla ricerca, la formazione, le politiche attive del lavoro, le infrastrutture sociali, il turismo e la cultura. Sono rafforzate sensibilmente le tre grandi priorità orizzontali del piano: le donne, i giovani e il Mezzogiorno”.

“Tutti gli interventi delle diverse missioni dovranno essere disegnati e valutati in modo da avere un impatto particolare su di esse, perché il rilancio e la trasformazione dell’Italia passa per la capacità di risolvere queste tre grandi ‘questioni’ che si trascinano da tempo”.

Gualtieri fornisce un po’ di numeri: assunzioni soprattutto nella giustizia e nel pubblico impiego, “complessivamente circa 16 mila per la semplificazione delle procedure e l’attuazione del piano, per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e lo smaltimento di tutto l’arretrato della giustizia soprattutto civile”.

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