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Azzolina: “Sulle superiori chiuse i genitori e gli studenti se la prendano con i governatori”

© AP Photo / Alessandra TarantinoLezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia
Lezione in una delle scuole a Roma dopo la riapertura, Italia - Sputnik Italia
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La ministra dell’Istruzione attacca le Regioni che hanno bloccato il rientro in classe dopo l’intesa del 23 dicembre. E polemizza sulla mano leggera sulla movida.

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina non ci sta a essere il capro espiatorio delle ire di genitori e studenti delle superiori, perché, dice, la mancata riapertura di domani in quasi tutte le Regioni è da addebitare alla decisione dei governatori, “il governo ha fatto tutto quello che poteva”.

In un’intervista al Corriere della Sera la ministra ribadisce che c’era un’intesa firmata il 23 dicembre “all’unanimità” che prevedeva il rientro il 7 gennaio, ma “molte Regioni si sono sfilate: sarebbe bene che le famiglie e gli studenti capissero perché. Si chiude prima la scuola perché socialmente è stata messa nel fondo dello sgabuzzino”.

Azzolina attacca i governatori, primo tra tutti lo stesso Nicola Zingaretti, presidente del Lazio ma anche leader del Pd alleato di governo: “Capisco le preoccupazioni sui rischi legati al periodi di Natale ma le Regioni hanno potere di operare anche altre restrizioni, perché si colpisce solo la scuola?”

E ancora: “Ma perché nelle zone gialle e arancioni è quasi tutto aperto, tranne la scuola? Non è l’untrice del Paese, lo dicono studi del Bambin Gesù, dell’Istituto superiore di sanità e tanti altri. Le Regioni hanno preso un impegno scritto per garantire una corsia preferenziale nel tracciamento dedicato alle scuole”.

Le uniche tre regioni a riaprire domani saranno la Toscana, la Valle d’Aosta e l’Abruzzo, oltre al Trentino-Alto Adige che ha già ripreso le lezioni in presenza.

I danni del mancato rientro

La ministra ricorda i danni economici, sulla mancanza di competenze acquisite sui banchi, ma anche i problemi di relazioni e quelli psicologici dati dal perdurare delle scuole chiuse: “Ricevo lettere di studenti molto arrabbiati, apatici, delusi o che si sentono trattati da untori. Sapete quante famiglie chiamano le Asl per questi problemi? C’è un’indagine dell’ordine degli psicologi molto preoccupante sulla chiusura prolungata”, avverte la ministra.

E poi polemizza apertamente con la disuguaglianza di trattamento tra la scuola e la movida: “Devono spiegarmi perché, dove è quasi tutto aperto, gli studenti al pomeriggio possono andare a prendere l’aperitivo, mentre non possono andare in classe con la mascherina, l’igienizzante e i banchi separati. Il punto è culturale, non sanitario”.

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