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Ancona, minacce ad assessore anti-aborto: "Andiamo a bruciargli la casa"

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Precedenti dichiarazioni contro l'aborto farmacologico hanno destato preoccupazione sulla tutela della salute delle donne tra forum e associazioni femministe. Ma l'assessore regionale denuncia di aver ricevuto minacce nel corso di un sit in.

"'Andiamo a bruciargli casa', 'questa è guerra' sono espressioni che non si addicono a persone che hanno a cuore la libertà delle donne, visto che incitano violenza contro una donna". L'assessore regionale alle Pari Opportunità delle Marche, Giorgia Latini, ha pubblicato su Facebook alcune foto di presunte minacce ricevute durante un flash mob di protesta di gruppi e associazioni femministe. 

A scatenare la rabbia delle donne sono precedente affermazioni dell'assessore marchigiano sull'aborto farmacologico, cavallo di battaglia della campagna elettorale del presidente Francesco Acquaroli, che aveva promesso di "fare come l'Umbria". Durante un flash mob organizzato davanti al consultorio di Macerata, le donne avrebbero mostrato cartelli con slogan di odio, secondo quanto denuncia la Latini sulla propria pagina Facebook. 

L'assessore ricorda di aver ribadito in consiglio il diritto alla libertà di scegliere secondo coscienza, ma "quando la scelta di abortire è condizionata da mancato sostegno psicologico e da problemi economici - ha specificato - le istituzioni e la società non possono abbandonare la donna in difficoltà e devono fare di tutto per sostenere la maternità e la vita tutelando la salute della donna".

"Ho ribadito anche - ha aggiunto -che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero qualora questo non scada in insulti e minacce come è accaduto nei miei confronti. A tutti coloro che nutrono questi sentimenti di odio rivolgo la mia preghiera affinché nei loro animi venga lasciato spazio all’amore verso il prossimo e al rispetto reciproco".

L'assessore ha ricevuto parole di vicinanza dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, che ha condannato la "violenza verbale che da molti anni non apparteneva al dibattito nella nostra regione". "Si possono avere legittimamente opinioni divergenti, senza però mai scadere nelle minacce", conclude.

Proteste in provincia di Ancona per la difesa del diritto all'aborto

Il ministro della Salute Roberto Speranza durante l'incontro con le parti sociali per un confronto sui progetti di rilancio del Paese - Sputnik Italia
Aborto, pubblicate le linee guida per la pillola Ru486
In tutta la provincia di Ancona gruppi e associazioni di donne si sono riunite questo sabato  per protestare contro le affermazioni dell'assessore alle Pari Opportunità, Giorgia Latini, che nelle sue esternazioni avrebbe lasciato trapelare l'intenzione di arretrare rispetto alle recenti linee guida del Ministero della Salute sull'aborto farmacologico. 

La Latini non ha mai nascosto la propria posizione antiabortista e sul contrasto alla pillola RU468 il presidente aveva in precedenza annunciato l'intenzione di voler fare come l'Umbria, durante un consiglio regionale del 15 dicembre. 

In quell'occasione l'assessore alle Pari Opportunità aveva dichiarato:

"Bisogna applicare la 194 nel suo senso originario, con l'individuazione di un percorso che inserisca la donna all'interno di un contesto assistenziale". 

Queste parole sono state intese dal movimento femminista come il preludio all'introduzione di un obbligo di ricovero, annullato dal ministro lo scorso lo scorso agosto. 

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