Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Scuola, numerose Regioni rifiutano la ripresa delle lezioni l'11 gennaio

© AP Photo / Andrew MedichiniUna scuola con banchi a Roma, Italia
Una scuola con banchi a Roma, Italia - Sputnik Italia
Seguici su
Aumenta il numero di Regioni che tarda il rientro dei propri studenti in classe. Dopo lo slittamento alla riapertura dal 7 all'11 gennaio, molti governatori hanno deciso di lasciare a casa per alcune settimane anche gli alunni di elementari e medie.

Il numero di Regioni che ritardano il rientro a scuola dei propri alunni aumenta. La data di riapertura delle scuole, inizialmente fissata per il 7 gennaio e poi slittata all'11 per volontà del governo, sembra essere troppo presto per i governatori di alcune regioni.

Alcuni governatori hanno deciso di tenere a casa per alcune settimane anche gli studenti di elementari e medie, mentre in altre regioni tra cui Calabria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Marche e Sicilia i ragazzi torneranno a scuola il primo febbraio.

Lazio, Emilia Romagna, Umbria e Sicilia hanno fissato a gennaio il rientro in classe dei propri alunni, ma ognuna di loro in modalità e date diverse.

Il Lazio continuerà le lezioni in dad fino al 17 gennaio, data già decisa da giorni anche in Molise e in Piemonte, mentre in Emilia Romagna e in Lombardia la dad continuerà fino al 24 gennaio.

In Sicilia il governatore Musumeci ha deciso per la sospensione delle attività didattiche in presenza fino al 16 gennaio per le scuole elementari e medie inferiori e fino al 30 gennaio per gli istituti superiori. In Umbria infine la didattica a distanza sarà attuata fino al 23 gennaio.

Anche in Basilicata il rientro in aula degli studenti delle scuole superiori è rinviato almeno fino al prossimo 31 gennaio.

Flc Cgil: la ripartenza delle lezioni in completo caos

"Così è il caos: chiediamo che il governo, a fronte del fallimento delle misure che andavano adottate, si assuma la responsabilità del rinvio dell'apertura delle attività didattiche in presenza. Non si deleghi più nulla alle Regioni" ha dichiarato Flc Cgil in un comunicato stampa.

​"L'apertura delle attività in presenza non è un orpello ideologico o un oggetto di scambio politico, ma il risultato di precise scelte politiche ed organizzative in primo luogo a livello nazionale. Le scelte sul rinvio dell'apertura delle attività didattiche erano e devono essere del governo. Non si può modificare ogni quattro giorni l'organizzazione didattica per ragioni di posizionamento politico" continua il comunicato.

Il caso della Puglia

L'ordinanza regionale della Puglia ha stabilito che sino al 15 gennaio in tutte le scuole ci sarà didattica a distanza, concedendo però la possibilità alle famiglie di chiedere ai presidi le lezioni in presenza.

A tal proposito il presidente del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo invita ha affermato che "La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio. Dobbiamo valutare area per area se le condizioni esterne alla scuola sono state soddisfatte. Se non si entra nella logica del rischio accettabile la scuola resterà chiusa con la didattica a distanza fino a settembre - ottobre, quando l'immunità di gregge sarà raggiunta".

In precedenza il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli ha dichiarato in un'intervista a Sputnik Italia ha criticato la riapertura in ritardo delle scuole superiori.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
LIVE
Заголовок открываемого материала
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала