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Usa, l'affondo di Berlusconi: "Quella di Trump la fine peggiore, noi liberali siamo altro"

© AP Photo / Darko VojinovicSilvio Berlusconi
Silvio Berlusconi - Sputnik Italia
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L'ex premier italiano commenta l'assedio dei sostenitori di Trump al Congresso in un intervento pubblicato sul Giornale: "L'assalto al Campidoglio? Un brutto epilogo che mette in ombra anche i successi e offuscherà nella storia il ricordo di questa presidenza”. E cita George W. Bush: "Così parla un vero statista liberale".

“Il Presidente Trump rischia di minare con il suo atteggiamento lo spirito stesso della nazione americana e della sua democrazia liberale. L'America non è mai stata così profondamente lacerata, dall'epoca della guerra civile”. È questo il commento del leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, sull’assalto al Congresso andato in scena il giorno dell’Epifania al termine di una manifestazione a sostegno di Trump a Washington.

“Le immagini del Congresso preso d'assalto da un gruppo di facinorosi mi hanno profondamente turbato”, confessa l’ex premier italiano in un intervento sul Giornale in cui riconosce i “risultati positivi importanti” nei quattro anni di amministrazione trumpiana (“la politica di tagli fiscali, prima dell'emergenza Covid, aveva determinato – scrive Berlusconi - effetti molto positivi sull'economia e sull'occupazione, mentre alcuni aspetti della politica estera sono stati di indubbio successo, per esempio aver favorito lo storico processo di pace fra Israele e diversi Paesi del mondo islamico”), ma stigmatizza quello che definisce un “brutto epilogo” che “mette in ombra anche quei successi e offuscherà nella storia il ricordo di questa Presidenza”.

Il leader di Forza Italia fa sue, quindi, le parole dell’ex presidente americano George W. Bush che “ha espresso incredulità e sgomento” per il “comportamento sconsiderato dei rivoltosi, ma anche di chi li ha istigati”.

“Il nostro Paese è più importante della politica del momento”, ha commentato Bush Jr. Parole da “statista” le sue, secondo Berlusconi che fa il paragone con le presunte irregolarità nelle elezioni italiane del 2006, vinte dal centrosinistra con uno scarto di soli 24mila voti, lo 0,2 per cento.

“È quello che pensavo nel 2006, pur contestando il risultato elettorale di allora, ed è quello che penso anche oggi”, assicura.

“È la ragione – continua l’ex premier - per la quale, per esempio, in questi mesi ho deciso di mettere da parte le polemiche politiche e di rendermi disponibile a collaborare con un governo di cui non condivido quasi nulla, per fronteggiare l'emergenza della pandemia”.

“Questo significa essere liberali, nelle democrazie dell'Occidente. Questo è il nostro centro-destra, quello di Winston Churchill, di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher, di Helmut Kohl, di George W. Bush”, spiega il leader di Forza Italia.

Quella che assalta i palazzi del potere “non sarebbe mai la nostra destra”, assicura Berlusconi, che boccia senza appello Trump e il trumpismo: “La destra americana, che pure rispecchia uno stato d'animo diffuso nella società americana, incoraggiato ed eccitato da una propaganda poco responsabile, non è certamente la destra repubblicana che noi abbiamo sempre apprezzato”.

L’America, secondo Berlusconi, oggi è un Paese sempre più radicalizzato, non solo a destra ma anche a sinistra, con personaggi, scrive, come “Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez - portatori di idee estremiste”.

“Il Presidente Biden – conclude Berlusconi nel suo intervento augurando buon lavoro al nuovo inquilino della Casa Bianca - ha dunque un compito molto difficile: ricucire l'unità profonda di un Paese lacerato”.
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