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Chi è Brian Sicknick, l'agente morto dopo gli scontri a Washington

© REUTERS / Leah MillisPartidarios de Trump cerca de Capitolio
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Il poliziotto, 42 anni, era un veterano, in servizio alla polizia del Campidoglio dal 2008, ed è morto giovedì sera in ospedale dopo aver riportato gravi ferite, forse causate dal lancio di un estintore. Il fratello: "Dopo aver lottato un intero giorno per la sua vita è morto da eroe".

“Dopo un giorno intero a combattere per la sua vita è morto da eroe”. È questo il commento affidato all’emittente americana ABC News dal fratello di Brian D. Sicknick, il poliziotto che ha perso la vita nei tafferugli esplosi dopo che i supporter di Trump hanno preso d’assalto il Congresso americano.

“Voglio ringraziare tutte i suoi fratelli e sorelle nelle forze dell’ordine per la compassione e il supporto incredibile che hanno mostrato alla mia famiglia”, ha continuato il fratello dell’agente scomparso, prima di chiedere, a nome dei familiari, il rispetto della loro privacy e del loro dolore.

Brian D. Sicknick aveva 42 anni, era un veterano e dal 2008 faceva parte dell’unità di primo soccorso della polizia di Capitol Hill.

È la quinta vittima della folle giornata del 6 gennaio, quando, dopo la Save America March organizzata dal presidente Donald Trump per denunciare i presunti brogli nelle ultime elezioni americane, un gruppo di dimostranti ha invaso il palazzo del Congresso.

A perdere la vita, oltre all’agente sono stati Ashli Babbitt, veterana dell’aeronautica di 35 anni, ferita con un colpo di arma da fuoco al collo esploso da uno dei poliziotti a guardia dell’edificio, Benjamin Phillips, 50enne di Ri in Pennsylvania e Kevin Greeson, 55 anni, arrivato dall’Alabama, stroncati entrambi da un malore, e Rosanne Boyland, 34 anni della Georgia, calpestata dalla folla nei momenti concitati che hanno preceduto l’assalto al Campidoglio.

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Dalla fondazione del reparto di polizia di Capitol Hill, più di due secoli fa, Sicknick è il quarto agente ad essere rimasto ucciso in servizio. La dinamica del ferimento che ha portato al decesso non è ancora stata chiarita del tutto.

Secondo quanto si legge sul New York Times, che cita un comunicato della polizia del Congresso, l’agente sarebbe stato colpito da un estintore mentre cercava di calmare i manifestanti.

Non è ancora chiaro dove sia avvenuta la colluttazione ma alcune immagini scattate durante i disordini all’interno dell’edificio hanno immortalato un uomo che azionava un estintore fuori dalla camera del Senato, con un gruppo di agenti che cercavano di bloccarlo.

​Sicnick, fanno sapere dalla Capitol Police, “è tornato nell’ufficio della sua divisione ed ha avuto un collasso”. “Poi – continua la nota diramata ai giornalisti – è stato portato in ospedale dove non è riuscito a sopravvivere alle ferite riportate”.

Il poliziotto è morto alle 21.30 circa di giovedì. Il reparto omicidi della polizia di Washington e le altre forze dell’ordine stanno indagando sulla sua morte.

Pochi minuti dopo aver appreso la notizia decine di agenti si sono schierati nelle vie che circondano il Campidoglio, come la terza strada o Constitution Avenue, per osservare un minuto di silenzio in onore del collega morto.

In un comunicato ufficiale la forza di polizia che si occupa di proteggere l’edificio ha espresso il suo cordoglio alla famiglia dell’agente e dolore per la perdita di un amico e collega.

Ma la morte di Sicknick getta ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche sul perché il dispositivo di protezione dell’edificio non sia stato efficace.

I rappresentanti di entrambe le Camere, sia democratici che repubblicani, hanno chiesto l’apertura di un’indagine per chiarire chi abbia permesso ai manifestanti di infiltrarsi nell’edificio.

Nel frattempo, tre alti ufficiali che si occupano della sicurezza del Congresso, tra cui il capo della Polizia del Campidoglio, Steven A. Sund, hanno annunciato le proprie dimissioni. 

Negli scontri all’interno e all’esterno dell’edificio sono rimasti feriti circa 50 poliziotti.

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