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Ministro Esteri Iran: Trump presidente canaglia che ha cercato vendetta contro il suo stesso popolo

© AP Photo / Richard DrewIl ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif
Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif - Sputnik Italia
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Il Ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif è il secondo esponente politico iraniano a commentare le violenze di mercoledì a Washington. In precedenza, il presidente Hassan Rouhani ha incolpato Donald Trump di "offuscare l'immagine del suo paese e danneggiare i legami dell'America con il mondo intero".

Tramite Twitter il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha paragonato il presunto maltrattamento di Trump nei confronti degli americani a quello che aveva già riservato all'Iran, suggerendo che il presidente uscente degli Stati Uniti è una "preoccupazione per la sicurezza dell'intera comunità internazionale".

"Un presidente canaglia che ha cercato vendetta contro il suo STESSO popolo ha fatto molto peggio al nostro - e ad altri - negli ultimi 4 anni", ha scritto Zarif.
​"Ciò che è inquietante è che lo stesso uomo ha l'autorità INCONTROLLATA per iniziare una guerra nucleare", ha aggiunto.

Il tweet di Zarif arriva sulla scia del commento fornito all'inizio della giornata dal presidente Rouhani, per il quale gli eventi di mercoledì hanno mostrato la natura "debole e fragile" della democrazia occidentale. Rouhani ha anche bollato Trump come un pericoloso "populista".

Le relazioni Iran-USA sono scese a minimi storici durante la presidenza Trump, avvicinandosi sull'orlo di una guerra aperta in diverse occasioni dal ritiro di Washington dall'accordo sul nucleare iraniano avvenuto nel 2018. Il 2019 ha visto un'escalation delle tensioni nella regione del Golfo Persico, con gli Stati Uniti che hanno inviato portaerei nell'area in seguito a misteriosi attacchi alle petroliere di cui Washington ha incolpato di Teheran. Nel giugno dello stesso anno sono accaduti i sequestri di navi e la distruzione da parte dell'Iran di un drone americano da 220 milioni di dollari. Quest'ultimo evento ha portato Trump ad approvare attacchi aerei contro l'Iran prima di ritirarsi all'ultimo minuto.

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Nel gennaio 2020 Trump ha dato il via libera all'assassinio del comandante delle Forze della Guardia rivoluzionaria Qasem Soleimani, spingendo l'Iran a bombardare due basi statunitensi con missili balistici, ferendo nell'occasione oltre 100 soldati statunitensi. Nello stesso anno si sono verificate nuovamente tensioni al largo delle coste iraniane, quando le navi da guerra statunitensi hanno minacciato di aprire il fuoco su piccole cannoniere iraniane che le stavano "molestando".

Alla fine del mese scorso gli Stati Uniti hanno accusato le "milizie affiliate all'Iran" di essere responsabili di un attacco alla Green Zone di Baghdad, che ospita l'ambasciata americana. Teheran ha negato energicamente le affermazioni e ha definito "sospetto" il momento dell'attacco. Gli Stati Uniti hanno rafforzato la propria presenza militare nella regione in seguito all'attacco, inviandovi bombardieri e schierando un sottomarino nucleare equipaggiato con oltre cento missili Tomahawk nel Golfo Persico. Il Pentagono ha anche annullato i piani precedenti di riportare alcune portaerei guidate dalla USS Nimitz sulle sue coste nazionali.

I funzionari iraniani hanno espresso un cauto ottimismo sulla vittoria elettorale di Joe Biden e sulle possibilità che gli Stati Uniti tornino all'accordo sul nucleare del 2015. Allo stesso tempo, Zarif e altri hanno ripetutamente avvertito che l'accordo non è soggetto a rinegoziazione.

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