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USA, legislatori repubblicani impugnano i risultati del Collegio elettorale in Arizona

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Prima della certificazione dei risultati del Collegio elettorale degli Stati Uniti, oltre una dozzina di legislatori del Congresso hanno annunciato la loro intenzione di contestare il riconteggio per schierarsi a fianco del Presidente uscente Donald Trump per sostenere le sue infondate accuse di brogli elettorali.

Il primo ricorso alla certificazione del Collegio Elettorale è arrivato mercoledì dal rappresentante della Camera Paul Gosar e dal senatore Ted Cruz, una mossa che ha innescato il dibattito sui voti del Collegio elettorale in ciascuna delle camere del Congresso.

L'impugnazione è arrivata pochi istanti dopo che la senatrice Amy Klobuchar, una delle prime candidate alle elezioni presidenziali del 2020, aveva proceduto al conteggio dei voti del collegio elettorale per lo Stato dell'Arizona.

Sia la Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti sia il Senato dovrebbero discutere il ricorso dell'Arizona tra due ore  massimo.

È necessaria la maggioranza in entrambe le camere per sostenere l'obiezione; tuttavia, è probabile che la mozione fallisca poiché la Camera è controllata dai democratici e anche la maggioranza dei repubblicani al Senato dovrebbe schierarsi con i Dem.

Il presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden ha si è accaparrato gli 11 voti elettorali dell'Arizona con un margine estremamente ridotto: solo 10.457 voti. La vittoria di Biden lo rende il primo candidato presidenziale democratico a vincere in questo Stato dai tempi dell'ex presidente Clinton nel 1996.

Otto azioni legali che contestavano i risultati elettorali dell'Arizona sono state respinte per mancanza di prove, così come le tante denunce di brogli elettorali. Più recentemente la Corte Suprema dell'Arizona ha confermato una sentenza del tribunale di grado inferiore, che ha respinto una causa poiché chi l'ha sporta non aveva il diritto di contestare le elezioni non essendo un elettore registrato.

Il ricorso dell'Arizona dovrebbe essere il primo di almeno tre obiezioni alle certificazioni statali durante la sessione congiunta del Congresso.

Il Senatore McConnell avverte che il ribaltamento del risultato delle elezioni innescherebbe una "spirale mortale"

Qualche istante dopo l'impugnazione, il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell ha lanciato un aspro attacco contro i suoi compagni repubblicani, sottolineando che un tentativo di ribaltare i risultati delle elezioni spingerebbe la democrazia in una "spirale mortale".

"Ho servito il Senato per 36 anni e questo sarà il voto più importante che io abbia mai espresso", ha detto McConnell ai legislatori, sottolineando di aver sostenuto la mossa di Trump di contestare i risultati delle elezioni attraverso il sistema giudiziario.

“Ma, colleghi, niente davanti a noi dimostra l'illegalità nemmeno lontanamente in una misura in grado di ribaltare le intere elezioni. Né il dubbio pubblico da solo può giustificare tale radicale azione essendo stato suscitato senza alcuna prova".

"Gli elettori, i tribunali e gli Stati hanno tutti parlato - tutti. Se ci mettessimo al di sopra di loro, danneggeremmo per sempre la nostra repubblica", ha detto McConnell, aggiungendo che se i risultati delle elezioni venissero ribaltati sulla base di affermazioni inerenti brogli non comprovati, "la nostra democrazia entrerebbe in una spirale mortale".

Questa non è la prima volta che McConnell esorta i repubblicani a non tentare di contestare i risultati elettorali. Dopo aver riconosciuto la vittoria di Biden, ha successivamente invitato i suoi colleghi a non unirsi agli sforzi di ribaltare il risultato delle elezioni poiché ciò probabilmente danneggerebbe la loro possibilità di candidarsi alle elezioni nel 2022.

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