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Sudan firma un accordo con gli Stati Uniti per normalizzare relazioni con Israele

© AFP 2021 / ASHRAF SHAZLYSudan
Sudan - Sputnik Italia
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Il Sudan è stato uno dei quattro membri della Lega araba ad accettare di normalizzare i legami con lo Stato di Israele nel 2020, con Washington che ha promesso a Khartoum uno sgravio delle sanzioni e la rimozione del Sudan dalla designazione di Stato "sponsor del terrorismo" da parte del Dipartimento di Stato.

Il Sudan ha ufficialmente aderito agli "Accordi di Abraham", firmando un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti mercoledì per normalizzare formalmente le sue relazioni con Israele, si legge in una dichiarazione rilasciata dall'ufficio del primo ministro.

L'intesa è stata siglata insieme ad un accordo separato tra il ministero delle Finanze del Sudan e il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti per facilitare la liquidazione degli arretrati del Sudan alla Banca Mondiale, con il segretario al Tesoro Steven Mnuchin che ha presieduto la cerimonia insieme al Ministro della Giustizia sudanese Nasredeen Abdulbari.

Mnuchin è il funzionario di grado più alto a visitare il Sudan dall'inizio degli anni '90, quando Washington ha designato Khartoum come stato "sponsor del terrorismo" per aver presumibilmente ospitato terroristi islamici e militanti di gruppi armati palestinesi.

​Il Sudan è uno dei quattro membri della Lega Araba, composta da 22 membri, che ha recentemente azzerato oltre 70 anni di politica estera e accettato di normalizzare le relazioni con Tel Aviv. A settembre, gli Emirati Arabi e il Bahrein sono diventate le prime nazioni arabe a firmare accordi di pace con Israele dopo Egitto e Giordania rispettivamente nel 1979 e nel 1994. Funzionari statunitensi hanno annunciato che Khartoum aveva firmato l'accordo di normalizzazione in ottobre. A dicembre, il Marocco è diventato l'ultimo paese ad accettare di riconoscere Israele.

Sabato, i media israeliani hanno segnalato indiscrezioni nell'incontro tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e membri del suo partito Likud in cui si sarebbe affermato che c'erano ancora altri Paesi arabi che vorrebbero normalizzare le relazioni con Tel Aviv.

Alla fine del mese scorso, è stato riferito che la famiglia reale dell'Arabia Saudita era divisa sull'opportunità di firmare un accordo di pace con gli israeliani, con il principe ereditario Mohammed Bin Salman, secondo quanto riferito, propenso a firmare un accordo di pace con lo Stato ebraico, mentre altri membri della sua famiglia e il governo hanno espresso contrarietà. In precedenza, Riad ha cercato di stipulare una pace con Israele all'Iniziativa per la pace araba del 2002, una proposta in dieci punti per porre fine al conflitto arabo-israeliano appoggiato dalla Lega araba.

L'amministrazione Trump ha svolto un ruolo chiave nel facilitare ciascuno degli accordi di normalizzazione, offrendo la rimozione delle sanzioni a Khartoum e promettendo di approvare un accordo di armi da 23 miliardi di dollari con gli Emirati Arabi Uniti, inclusi droni avanzati e aerei militari. Tel Aviv, nel frattempo, si è impegnata a congelare temporaneamente i suoi piani per "applicare la sovranità" sui territori palestinesi internazionalmente riconosciuti in Cisgiordania. Nel caso del Marocco, Washington ha formalmente riconosciuto le rivendicazioni di Rabat sul Sahara occidentale.

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