Registrazione avvenuta con successo!
Per favore, clicca sul link trasmesso nel messaggio inviato a

Sonda russa Spektr-RG scopre due bolle nella Galassia

© Sputnik . Vladimir Smirnov / Vai alla galleria fotograficaLa Via Lattea dalla valle del fiume Anga, affluente del Bajkal
La Via Lattea dalla valle del fiume Anga, affluente del Bajkal - Sputnik Italia
Seguici su
Il telescopio eROSITA a bordo dell’osservatorio astrofisico russo Spektr-RG ha rilevato giganteschi corpi celesti che crescono a partire dal centro della Galassia.

Per le loro caratteristiche ricordano le misteriose “bolle di Fermi” registrate grazie alla loro emissione di raggi gamma. Gli scienziati interpretano la presenza di questi corpi celesti con l’emissione nel centro della Via Lattea di tanta energia quanta ne produrrebbero le esplosioni di 100.000 supernove.

Dispersione della nebbia spaziale

Nel 2010 due gruppi di scienziati indipendenti hanno rilevato sulla base dei dati ricavati dal telescopio Fermi-LAT alcune formazioni presenti da entrambi i lati della nostra Galassia come se stessero crescendo a partire dal centro di quest’ultima. Questi corpi celesti sono invisibili nella gamma del visibile, sono stati infatti rilevati nello spettro dei raggi gamma.

Questa “nebbia di Fermi” coincideva per collocazione e caratteristiche alla “nebbia microonde” scoperta alcuni anni fa sulla base dei dati della sonda WMAP della NASA che ha studiato la radiazione di fondo dell’Universo. Il satellite Planck dell’ESA ha confermato questi risultati. È emerso, dunque, che si tratta dello stesso fenomeno che emette radiazioni in differenti sezioni dello spettro elettromagnetico.

In seguito è emerso altresì che questa nebbia presenta un volume e un limite ben definiti: sembrano, dunque, bolle riempite di gas. Secondo l’ipotesi principale, dalle bolle di Fermi verrebbe emessa una radiazione di sincrotroni generata da elettroni ad alta energia e da campi magnetici galattici accelerati.

Secondo un’altra versione, la radiazione gamma sarebbe generata da protoni accelerati e dai nuclei degli elementi che interagiscono con il gas. Allora si dovrebbero formare neutrini ad alta energia. E se si riuscisse a rilevarli, la teoria verrebbe confermata in maniera empirica, ma non ci si è ancora riusciti.

Il telescopio spaziale Spektr-RG - Sputnik Italia
Lanciato il telescopio spaziale Spektr-RG - Video

L’origine delle bolle di Fermi è anch’esso un tema dibattuto. Rispetto alle altre formazioni microonde presenti nella nostra Galassia formatesi a partire dalle onde generate dall’esplosione di supernove, la loro radiazione è più rigida. Probabilmente, questo è legato ad esplosioni particolarmente potenti o ai venti galattici, all’attività di un buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea o ancora alla presenza di fenomeni di siderogenesi nelle immediate vicinanze. Un’altra versione ipotizza l’annichilazione di materia oscura.

Due coppie di bolle nella Galassia

Le bolle di Fermi sono uno dei corpi celesti più interessanti dell’astrofisica moderna. Si tratta della più grande struttura ad emettere raggi gamma ad oggi osservata: non abbiamo rilevato ancora niente di simile nelle altre regioni dell’Universo. Nel 2016 scienziati russi e tedeschi sulla base dei dati raccolti dal Fermi-LAT hanno rilevato corpi emittenti raggi gamma nell’alone della galassia Andromeda (M31), ma gli scienziati non hanno confermato che si trattasse di bolle.

La notizia sensazionale è che a rilevare le bolle nella nostra galassia è stato l’osservatorio Spektr-RG, lanciato nello spazio nel luglio dello scorso anno da Roscosmos e dall’Agenzia spaziale europea. A bordo si trovano due telescopi che operano nello spettro dei raggi X: ART-XC (4-12 keV) ed eROSITA (0,3-2,3 keV). Questi strumenti ci consentono di produrre mappe assai dettagliate delle sezioni di Universo studiate.

L’osservatorio Spektr-RG è l’unica sonda a raggi X disposta nel punto di Lagrange L2 oltre l’orbita lunare. Il direttore scientifico della missione è il professor Rashid Syunyaev. Il telescopio eROSITA è stato prodotto in Germania presso l’Istituto Max Planck di Fisica extraterrestre, mentre l’ART-XC Pavlinsky è stato prodotto in Russia presso l’Istituto di studi spaziali in seno all’Accademia nazionale russa delle scienze (RAN) di concerto con l’Istituto di ricerca russo di Fisica sperimentale del Centro federale russo di studi nucleari (VNIIEF). Lo Spektr-RG per ora ha effettuato due turni di osservazione completa dello spazio. Nei prossimi 3 anni ne effettuerà altri 6. Questi dati consentiranno di ottenere una rappresentazione a raggi X assai più completa della regione visibile dell’Universo.

Esopianeta - Sputnik Italia
Nella nostra Galassia esistono numerosi ‘mondi oceanici abitabili’ – Ricerca

Sulla mappa in base ai dati ottenuti dal primo turno di osservazioni di eROSITA sono visibili più di un milione di precise fonti di raggi X, delle quali l’80% sono nuclei di galassie attive, mentre il restante 20% è costituito da stelle della Via Lattea con corone attive. Un’analisi preliminare ha evidenziato anche la presenza di altri circa 20.000 corpi celesti fra i quali gli astronomi hanno rilevato un sorprendente nuovo dettaglio: una enorme struttura circolare sotto l’equatore galattico che occupa una regione considerevole dell’emisfero celeste australe.

Questa struttura è simmetrica al già noto Sperone polare boreale (North Polar Spur) dislocato nell’emisfero celeste boreale. Il primo a rilevarlo nello spettro delle onde radio negli anni ’90 fu il predecessore di eROSITA, il telescopio tedesco a raggi X ROSAT.

“Nel complesso formano una coppia di bolle che crescono a partire dal centro della Galassia”, scrivono gli scienziati russi e tedeschi nell’articolo pubblicato pochi giorni fa su Nature.

Si riteneva che il North Polar Spur fosse stato formato dall’onda d’urto generata dall’esplosione di una vicina supernova. Tuttavia, i nuovi dati inducono a dubitare di questa versione. Sulla mappa a raggi X le “bolle eROSITA” (come vengono chiamate dagli autori dello studio le due strutture) sono presentate in maniera molto dettagliata. Sono simili alle bolle di Fermi e sono ad esse sovrapponibili.

Probabilmente, sono legate per il fatto di avere una origine comune. Ma presentano una serie di differenze. Le bolle di Fermi sono ellittiche, mentre quelle rilevate da eROSITA sono quasi sferiche con un raggio lungo l’equatore galattico di 6-7 kiloparsec e un’altezza di 14 kiloparsec. Degne di nota sono anche le estremità luminose che potrebbero essere delle tracce delle onde d’urto provocate dalle vigorose emissioni prodotte dal centro della nostra Galassia.

Via Lattea - Sputnik Italia
Gli astronomi calcolano il diametro della nostra Galassia… e non è come si pensava

In base alle dimensioni e alla temperatura del gas delle bolle eROSITA gli scienziati hanno stimato che per la loro formazione sono stati consumati 1056 erg di energia, il che corrisponde all’esplosione di 100.000 supernove. Questa stima è in linea con le stime dell’energia effettuate su altre galassie. Nella maggior parte di esse, inclusa la nostra, sono presenti buchi neri supermassicci. Al momento il corpo celeste Sagittarius A* al centro della Via Lattea ha un’attività piuttosto debole, ma circa 20 milioni di anni fa era probabilmente più attivo.

Indipendentemente dalla ragione che portò al rigonfiamento delle bolle eROSITA e di quelle di Fermi, gli scienziati ne rilevano comunque la presenza nell’alone. L’alone è composto da gas rarefatto, polvere e materia oscura. Le onde d’urto prodotte dall’attività nel centro della galassia disturbano l’alone provocando al suo interno bolle di gas incandescente. Questo a sua volta genera raggi X rilevabili dalle nostre osservazioni. Perché tutto il gas presente nelle bolle eROSITA si raffreddi, serviranno circa 200 milioni di anni, ossia più dell’età stessa di queste strutture.

Notizie
0
Prima i più recentiPrima i più vecchi
loader
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала