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Mosca: la decisione dell'Iran di arricchire l'uranio al 20% si allontana dall'accordo sul nucleare

© AP Photo / ISNA, Hamid Foroutan, FileCentrale nucleare in Iran
Centrale nucleare in Iran - Sputnik Italia
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In precedenza Teheran aveva annunciato l'arricchimento dell'uranio nell'impianto di Fordo ben oltre la soglia fissata nel 2015 dall'accordo nucleare iraniano. La mossa è stata fatta in conformità con una legge approvata nel 2020 alla luce delle continue sanzioni sul Paese da parte degli Stati Uniti.

Il ministero degli Esteri russo ha dichiarato che le mosse di Teheran per arricchire il combustibile di uranio al 20% costituiscono una deviazione dalle disposizioni del Piano d'azione congiunto globale (PACG), noto anche come accordo sul nucleare iraniano.

Il ministero ha aggiunto che queste azioni non possono essere considerate una violazione del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari, poiché l'Iran mantiene la trasparenza riguardo il suo programma nucleare e consente agli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) di monitorare l'impiego a scopi pacifici dell'uranio arricchito del 20%.

"Tutto l'uranio arricchito al 20% rimane sotto il controllo dell'AIEA. L'agenzia non ha registrato attività non dichiarate che violerebbero il TNP", si legge nel comunicato del ministero degli Esteri.

Il ministero degli Esteri russo ha indicato che vi è "chiara comprensione" del fatto che la violazione degli obblighi internazionali da parte degli Stati Uniti sia diventata il fattore scatenante per la deviazione dell'Iran dal PACG, riferendosi all'introduzione di sanzioni economiche contro la Repubblica islamica da parte di Washington nel 2018. Mosca ha condannato le azioni degli Stati Uniti come una diretta violazione della risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che ha cementato l'accordo sul nucleare iraniano.

Il ritorno all'accordo sul nucleare iraniano diventa ancora più difficile

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha osservato che, per rimediare ai danni arrecati al PACG, gli Stati Uniti devono smetterla di minare l'accordo internazionale, aggiungendo che Teheran, a sua volta, dovrebbe compiere significativi passi analoghi una volta che Washington inizierà a tornare sull'accordo sul nucleare.

Ha comunque sottolineato che ora il ritorno dell'Iran a conformarsi al PACG sarà più difficile di prima, anche perché Teheran avrà bisogno di ulteriori sforzi e sosterrà costi aggiuntivi per rendere nuovamente il complesso di arricchimento di Fordo conforme all'accordo sul nucleare.

Le disposizioni del PACG a cui si è fatto riferimento stabiliscono che gli impianti di arricchimento nucleare dell'Iran devono produrre solo una quantità limitata di combustibile nucleare all'anno ed entro un livello di arricchimento del 3,67%. Teheran può utilizzare solo centrifughe IR-1 di prima generazione per questo scopo. Tuttavia il parlamento iraniano ha deciso alla fine del 2020 che gli impianti nucleari del paese dovevano aumentare l'arricchimento al 20%, utilizzando centrifughe IR-2M e IR-6 avanzate, precedentemente vietate. La legge di recente adozione ha suggerito che la misura deve essere adottata se gli Stati Uniti non revocano le sanzioni e l'UE non riesce a escogitare un meccanismo per aggirarle consentendo così a Teheran di vendere liberamente il suo petrolio e rimanere collegata al sistema bancario globale.

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