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Iran chiede ad Interpol mandato di arresto di Donald Trump per omicidio di Soleimani

© AFP 2021 / MANDEL NGANIl presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump - Sputnik Italia
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L'organizzazione internazionale impegnata alla cooperazione di polizia e al contrasto del crimine aveva precedentemente respinto una richiesta simile all'inizio di quest'anno sulla base del fatto che l'Interpol cerca di stare alla larga da casi di "carattere politico, militare, religioso o razziale".

L'Iran ha inviato una nuova richiesta all'Interpol per emettere un mandato internazionale d'arresto per il presidente uscente degli Stati Uniti Donald Trump per aver ordinato l'attacco con droni in cui è stato ucciso il generale iraniano Qasem Soleimani il 3 gennaio di un anno fa. La richiesta contiene anche mandati per altri 47 funzionari statunitensi presumibilmente coinvolti nell'assassinio del generale.

"L'Iran sta perseguendo e cercando di condannare molto seriamente coloro che hanno ordinato ed eseguito questo crimine", ha detto il portavoce della magistratura iraniana Gholamhossein Esmaili.

Questa è la seconda volta che Teheran chiede l'arresto di Trump e di altri funzionari americani per il loro coinvolgimento in "omicidi e terrorismo". Le autorità iraniane hanno intrapreso il loro primo tentativo il 29 giugno, emettendo all'Interpol un "avviso rosso" per Trump.

Tuttavia l'organizzazione internazionale della polizia criminale ha respinto la richiesta di mandato in quanto non si occupa di questioni relative a questioni politiche, militari, religiose o razziali. Non è chiaro se l'Interpol cambierà la sua posizione alla luce del fatto che Trump lascerà l'incarico tra poco più di due settimane.

Una donna nel primo anniversario della morte del comandante iraniano Qasem Soleimani e del comandante iracheno Abu Mahdi al-Muhandis a Baghdad - Sputnik Italia
Lutto per l'anniversario dell'uccisione del generale Soleimani

L'uccisione di Qasem Soleimani

Il 3 gennaio ha segnato l'anniversario di un anno dell'attacco con i droni contro Qasem Soleimani, comandante dell'unità militare extraterritoriale della Forza Quds iraniana, a Baghdad. L'omicidio, scatenato dall'escalation delle tensioni tra Washington e Teheran, e le affermazioni degli Stati Uniti che l'Iran era responsabile degli attacchi alle strutture militari in Iraq alla fine del 2019, provocò una risposta aggressiva sotto forma di attacchi di missili balistici iraniani su un paio di basi statunitensi l'8 gennaio. Gli attacchi hanno provocato il ferimento di 109 soldati statunitensi.

Il parlamento iracheno, dopo l'attacco, ha emesso una dichiarazione chiedendo il ritiro di tutte le forze statunitensi dal paese.

L'Iran promette vendetta

Nelle scorse ore il portavoce dei Quds, generale Ramezan Sharif, ha sottolineato che l'Iran è determinato e che troverà il luogo e il momento per vendicare l'assassinio di Qasem Soleimani.

Alla vigilia dell'anniversario della morte di Soleimani, il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha promesso che Teheran non troverà pace fintanto che i responsabili dell'omicidio del generale non saranno portati davanti alla giustizia.

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