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Veneto, Zaia chiude le scuole sino al 31 gennaio

© Sputnik . Evgeny UtkinLuca Zaia al Congresso Federale della Lega
Luca Zaia al Congresso Federale della Lega - Sputnik Italia
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Il governatore ha definito quella del Veneto una situazione atipica e ritiene che qualcosa non stia funzionando. "Le restrizioni servono ma nonostante questo i contagi non calano", ha detto Zaia in videoconferenza.

"Viste le previsioni della situazione epidemiologica, non ci sembra prudente lasciarle aperte, la didattica a distanza è procrastinata fino al 1 febbraio", lo ha detto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, durante la conferenza stampa della protezione civile.

Il Veneto non sarà l'unica regione a procrastinare la riapertura delle scuole, un rebus ancora da definire prima del 7 gennaio. Questa mattina il governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga, ha annunciato la riapertura il primo febbraio. 

Zaia sottolinea che l'ordinanza riguarda solo le scuole superiori e "non è una contrapposizioni rispetto al ministro Azzolina". "Noi tutti vorremmo le scuole aperte - precisa - ma in questo momento non mi sembra prudente".

Sulla decisione pesa l'incertezza sulle nuove regole da mettere in campo dopo la scadenza del decreto Natale. 

"Il 7 non sappiamo che classificazione avremo, rischiamo di aprire le scuole giovedì e dover richiudere il venerdì quando escono le fasce", spiega Zaia. 

Nei giorni scorsi il presidente del Veneto aveva espresso la propria perplessità riguardo un'apertura dopo le feste in un'intervista a La Repubblica. 

"Sono molto perplesso sull'opportunità di riaprire le scuole dal 7. A dicembre in Veneto si è registrato il 50% di morti in più rispetto all'anno precedente", aveva detto Zaia, che ha poi definito il Covid "un'ecatombe che coinvolge non solo l'Italia ma il mondo intero".

La situazione in Veneto

Quella del Veneto è per Zaia una "situazione atipica" perché nonostante settimane di restrizioni con zone gialle, arancioni e rosse, in contagi non calano. 

"Noi il virus inglese ce lo abbiamo, ne abbiamo la certezza, lo abbiamo trovato in più casi: non ha sintomi più gravi ma è molto più contagioso. Qualcosa non torna, le restrizioni servono ma nonostante questo i contagi non calano", afferma.

Le nuove regole

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Covid, dopo il lockdown delle feste il governo verso la soluzione-ponte tra il 7 e il 15 gennaio
Sull' ipotesi di un provvedimento ponte con l'estensione di misure severe tra il 6 e il 15 gennaio, in vista di un nuovo Dpcm, Zaia ha confermato il via libera delle regioni alle nuove misure per evitare una terza ondata purché siano accompagnate dai ristori. 

"Dal governo abbiamo appreso che c'è la volontà di modificare alcuni parametri e abbiamo visto la preoccupazione per la terza ondata", spiega. "Da tutti i colleghi presidenti di Regione è venuto un sì unanime a nuove misure per evitare una terza ondata", ha detto. 

L'ok arriva anche alla modifica dei parametri se fatto su "un fondamento scientifico" e in maniera "incontrovertibile", senza che un istante dopo "ci siano obiezioni".

La questione scuola

Sebbene secondo i sondaggi l'ipotesi riapertura delle scuole paia essere gradita ad un italiano su due, al momento non sembra esserci univocità nell'orientamento del Governo sulla questione.

Nei giorni scorsi il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi aveva proposto di mantenere la chiusura delle scuole e il lockdown perlomeno fino a metà gennaio.

D'altra parte, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri si era detto favorevole ad una riapertura a dispetto del fatto che nel prossimo futuro non sia da escludere una ripresa dei contagi. 

 

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