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Covid, l'Italia dal 7 gennaio: verso nuove restrizioni e zona rossa nei weekend

© Sputnik . Evgeny UtkinUna donna con cane
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L'ipotesi al vaglio è quella di mantenere alcune restrizioni del lockdown natalizio, come la chiusura a pranzo dei ristoranti e festivi e prefestivi in rosso, fino al nuovo Dpcm, atteso dal 15 gennaio.

Il 6 gennaio sarà l'ultimo giorno di zona rossa e alla scadenza del decreto Natale si dovrebbe tornare alla divisione per fasce colorate, gialla, arancione e rossa. Ma l'impennata del tasso di positività, che ieri ha raggiunto il 17,6%, getta un'ombra sull'inizio della campagna di vaccinazione e il governo pensa a nuove restrizioni per scongiurare una terza ondata, in attesa del nuovo Dpcm che dovrà entrare in vigore a partire dal 15 gennaio.

Coronavirus in Italia - Sputnik Italia
Covid-19, dal 7 gennaio l'Italia torna alla divisione per fasce colorate
L'ipotesi che si fa strada è quella di un ritorno zona gialla rafforzata da misure messe in campo durante il lockdown natalizio, come la chiusura di ristoranti a pranzo e la zona rossa nei festivi e prefestivi. Parallelamente si considera una revisione dei 21 parametri per assegnare le fasce di rischio alle regioni, in modo da facilitare il passaggio da zona arancione a rossa. 

I numeri di ieri hanno mostrato un netto aumento dell'incidenza dei contagi sul numero dei tamponi, con un tasso di positività  al 17,6% in crescita rispetto 14,1% di venerdì primo gennaio. 

“Non è il momento di rilassarsi. Tutti i dati mostrano che l’epidemia non è finita, è ancora in una fase molto pericolosa. Abbiamo, però, imboccato la strada per controllarla”, ha avvertito il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro in un'intervista al Corriere. 

Proroga dei divieti

Dal giovedì 7 gennaio le regioni potrebbero tornare al colore giallo, ma "ereditare" alcune restrizioni del decreto Natale per limitare spostamenti e possibili assembramenti. Una "zona gialla rafforzata" con il divieto di spostamenti fra regioni e forse anche fra i comuni. Inoltre i bar e i ristoranti resterebbero chiusi a pranzo. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera queste misure potrebbero essere effettive sino all'entrata in vigore del nuovo Dpcm, il 15 gennaio. 

Il quotidiano Repubblica non esclude la possibilità di una zona rossa nei fine settimana, con negozi e centri commerciali chiusi il sabato e la domenica e l'autocertificazione necessaria per uscire fuori casa. 

Revisione dell'indice Rt

Parallelamente si valuta di ritoccare i criteri di assegnazione delle fasce di rischio con particolare riferimento ai valori dell'indice di contagio Rt, per determinare la zona rossa o arancione. Secondo Repubblica, con la revisione dei criteri la zona arancione potrebbe scattare con un Rt di 1 e quella rossa con Rt a 1,25, mentre adesso i valori critici sono stabiliti rispettivamente a 1,25 e 1,5. 

Questa modifica potrebbe tingere di rosso Calabria, Liguria e Veneto. A rischio anche Basilicata, Lombardia, Puglia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche

Scuola

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Non è ancora sciolto il rebus della scuola, con le regioni restie alla ripartenza in presenza dal 7 gennaio. Le indicazioni del governo sono quelle del ritorno in presenza per le superiori al 50%, con orario scaglionati per l'ingresso in classe.

Ma se alcune regioni si sono organizzate in maniera diversa, altre non hanno intenzione di ripartire dopo l'epifania. 

In Campania il governatore De Luca ha già annunciato il rientro a fine mese, a partire dal 25 gennaio. Anche Puglia, Lazio e Veneto valutano di prorogare la ripartenza della didattica in classe. 

Ma ad avere dubbi è anche il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, che subordina il ritorno in presenza ai dati epidemiologici dei prossimi giorni. 

Al fattoquotidiano.it riferisce che la riapertura al 50% è “corretta e giusta” ma “tutto è subordinato ai dati e al rischio di impennate post festività. Se la curva, pur in salita, è sotto controllo, non ci saranno slittamenti”, avverte.

Fa eccezione la Sicilia che annuncia di seguire il modello Scuola Sicura del Piemonte per ripartire da subito in sicurezza, con screening a campione su base volontaria, condotti grazie ai tamponi rapidi, per prevenire focolai e contagi fra mura scolastiche. 

 

 

 

 

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