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Azzolina: "Non arretreremo sulla scuola, il futuro del Paese si costruisce tra i banchi"

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo Attili La Ministra Lucia Azzolina presenta il Piano per il Sud presso l'Auditorium dell’Istituto d'Istruzione Superiore ‘F. Severi’.
 La Ministra Lucia Azzolina presenta il Piano per il Sud presso l'Auditorium dell’Istituto d'Istruzione Superiore ‘F. Severi’. - Sputnik Italia
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Così la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nella lettera inviata al Consiglio superiore della Pubblica istruzione, in occasione del termine del suo mandato quinquennale, mentre si moltiplicano le richieste di rinviare il ritorno in classe, il 7 gennaio, degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

“L’emergenza che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo ha rimesso la scuola al centro dell’attenzione del Paese. Un’attenzione che avrebbe meritato anche prima e che, purtroppo, non c’è sempre stata, soprattutto a livello politico, sia dal punto di vista culturale che dei finanziamenti, come voi stessi ricordate. Abbiamo per fortuna archiviato quella stagione e invertito la rotta, molto rapidamente, in questi mesi“, esordisce la ministra, ricordando in particolare lo sforzo fatto per garantire finanziamenti “pensati per durare nel tempo”.

Un impegno che “va avanti, nella consapevolezza che vanno tenuti insieme il diritto fondamentale alla salute e quello all'istruzione, entrambi strettamente connessi, come sappiamo, con il futuro dei nostri ragazzi e del Paese intero”, ha aggiunto Azzolina, rimarcando che “è a scuola e in nessun altro luogo che si gioca la partita più importante”.

“È fra i banchi che si costruisce, mattone dopo mattone, il futuro di ciascuna e ciascuno, il futuro della Nazione. Per questo sulla scuola non possiamo arrenderci e dobbiamo, ciascuno degli attori coinvolti, operare uniti, ricordandoci sempre del peso specifico che questa Istituzione ha nel percorso di ogni bambina e bambino, delle ragazze e dei ragazzi, nella vita del Paese. Arretrare sulla scuola, significa rinunciare a un pezzo significativo del nostro avvenire. Per questo non lo faremo”.

Azzolina ha quindi ricordato le Linee Guida siglate lo scorso 23 dicembre da governo, regioni ed enti locali per la ripresa della scuola in presenza a gennaio e la prosecuzione dell'anno scolastico in corso: “Un documento che contiene impegni precisi, per ciascuna delle parti, con riferimento alla questione del potenziamento dei trasporti, alla corsia preferenziale da attivare per i tracciamenti nelle scuole, al maggiore scaglionamento degli ingressi di istituti scolastici, di uffici e attività commerciali. Un piano che si posa anche sull'importante e solido lavoro condotto a livello territoriale, Provincia per Provincia, dai Prefetti, in collaborazione con gli Uffici scolastici territoriali, gli Enti locali, le aziende di trasporto”. 

Le Linee Guida prevedono:

  • il ritorno in classe, dal 7 al 15 gennaio, del 50% degli studenti delle scuole superiori, quota che dovrebbe poi salire al 75%
  • soluzioni da calibrare territorio per territorio, adottando la differenziazione dei turni di ingresso e uscita
  • potenzianmento del trasporto pubblico scolastico

Crescono i dubbi sul ritorno in classe

Negli ultimi giorni sono però aumentate le voci di quanti chiedono il rinvio del rientro in classe, per il timore di una terza ondata della pandemia di Covid. Due giorni fa è stato il consigliere del ministro della Salute, Walter Ricciardi, a chiedere di prorogare il lockdown natalizio fino a metà gennaio, sostenendo che “non ci sono le condizioni per riaprire le scuole”. E oggi è stato il governatore del Veneto, Luca Zaia, a dirsi “molto perplesso sull’opportunità di riaprire le scuole”.

Per l’Associazione dei presidi è invece “difficile passare dal 50 al 75 per cento in una settimana", per cui il presidente Antonelli Giannelli ha chiesto oggi “di continuare al 50% fino alla fine di gennaio”.

 

 

 

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