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Codacons si arrabbia con la Germania e la denuncia per violazione regole UE

© REUTERS / CARLOS OSORIOVaccino
Vaccino - Sputnik Italia
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Il Codacons denuncia la Germania sul presunto rispetto dell'accordo europeo sulla distribuzione dei vaccini in Europa, per la questione delle dosi BioNTech comprate separatamente.

Il Codacons, l’associazione italiana dei consumatori, non ci sta e sulla questione dei 30 milioni di dosi che il ministero della Salute tedesco ha richiesto alla BioNTech attraverso un accordo bilaterale, presenta una denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e anche di Milano.

Secondo il Codacons sarebbe stato procurato un reato all’estero nei confronti dei cittadini italiani e questo legittima il ricorso alle due Procure, per “capire se le decisioni assunte dal governo tedesco in merito alla fornitura di vaccini abbiano violato o meno le regole europee”.

“Come noto infatti l’art.7 del contratto siglato dalla Commissione Europea e relativo alla disciplina dell’acquisto centralizzato dei vaccini anti-Covid, riporta l’obbligo per gli Stati membri inclusi nell’accordo stesso di non procedere a negoziazione separata. Una norma che ha l’evidente scopo di evitare che paesi con maggiori risorse possano accaparrarsi dosi di vaccino prima di altri paesi e a condizioni migliori, o in ogni caso sottrarre forniture che al momento risultano un bene prezioso e indispensabile in tutta Europa”, questo scrive il Codacons nel suo comunicato stampa.

Il vaccino Pfizer-BioNTech è anche tedesco

Il vaccino Pfizer – BioNTech, non solo è stato sviluppato dalla BioNTech che è una società tedesca ma, come racconta l’Agi a novembre, il governo tedesco ha investito ben 375 milioni di euro propri per consentire alla società di biotecnologie di accelerare il processo di sviluppo del vaccino contro il Coronavirus.

Quindi soldi non europei o italiani, ma soldi dei contribuenti tedeschi.

I vaccini in cui l’Italia è impegnata

Al quadro va aggiunto che anche l’Italia ha aziende impegnate nello sviluppo e produzione di altri vaccini contro il Coronavirus. Come noto la Irbm di Pomezia ha contribuito alla sviluppo del vaccino Oxford/AstraZeneca e contribuirà anche alla sua produzione con lo stabilimento presente a Pomezia.

Ancora Sanofi ha uno stabilimento ad Anagni da oltre 50 anni dove produrrà il suo vaccino Covid-19.

E va aggiunto che lo Spallanzani con un’altra società di biotecnologie romana sta sviluppando il vaccino italiano giunto alle fasi sperimentali: tutto italiano.

Forse, forse, le azioni contro la Germania, nel corso del 2021 potrebbero mostrarsi come contro producenti per l’Italia?

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