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Vaccino, l'ultimatum di Galli: "O convinci o costringi"

© Foto : Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo//Federica BelliUn'operatrice sanitaria tiene la siringa con il vaccino contro il coronavirus
Un'operatrice sanitaria tiene la siringa con il vaccino contro il coronavirus - Sputnik Italia
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Per l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano il vaccino dovrebbe essere obbligatorio da subito per i medici. E ai camici bianchi "no-vax" ripete: "Chi non si vaccina deve cambiare mestiere".

Mentre il governo si divide tra chi vorrebbe la vaccinazione obbligatoria e chi sostiene che sul siero anti-Covid dovrebbe essere garantita una libera scelta, il virologo e direttore del reparto Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ospite della trasmissione di Rai Tre Agorà, sintetizza così la sua posizione: “O convinci o costringi”.

Insomma, per l’infettivologo non ci sono dubbi. Se non ci sarà una forte adesione alla campagna vaccinale tutti dovranno essere obbligati a ricevere il siero che immunizza dal Covid.

Anzi, per alcune categorie, come i medici, spiega Galli, il vaccino dovrebbe essere “obbligatorio” da subito “senza se e senza ma”. “È evidente che dobbiamo sapere chi ha o non ha gli anticorpi nell’ambito del personale sanitario", ha detto nel corso della trasmissione.

"Chi non si vaccina – attacca ancora il medico – deve cambiare mestiere". "Siamo tutti molto drastici su questo: c'è la responsabilità del medico di non portare l'infezione in corsia, e quindi lavorare in sicurezza anche nei confronti dei propri colleghi, - ha aggiunto, citato dall’Adnkronos - poi c'è una questione morale, i medici devo convincere e se sei esitante sul vaccino non dai un buon esempio ai pazienti".

La campagna vaccinale che sta per entrare nel vivo è “senza precedenti” nella storia, ha osservato il virologo, perché “riguarda tutti i Paesi”. Ma, per Galli, “bisogna essere positivi”. "Il piano vaccinale – ha detto - lo porteremo a termine, si tratta di una battaglia che si può vincere".

Tuttavia, per uscire dal tunnel ci vorrà ancora del tempo. "Non ne siamo fuori, il vaccino ci aiuterà a venirne fuori ma con i tempi lunghi della campagna, – avverte - dobbiamo quindi continuare a mantenere le cautele del caso".

E lancia l’allarme sulla situazione del Veneto, dove è boom di contagi, a fronte però di un alto numero di tamponi eseguiti: “Spero non sia antefatto di quello che possiamo aspettarci a gennaio”. “Temo fortemente che i messaggi delle ultime settimane – ha aggiunto - siano stati contradditori”.

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