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Conte farà il vaccino rispettando la fila: stoccata a De Luca?

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 ITIl Presidente del Consiglio Giuseppe Conte
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Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di fine anno afferma che lui vorrebbe vaccinarsi subito anche per dare il buon esempio, ma attenderà il suo turno come stabilito dal Parlamento: si riferiva a De Luca?

“Io che stesso, che pur da questo punto di vista lo farei subito, per dare il buon esempio, però assolutamente cercherò di rispettare le priorità perché è giusto così”, ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a proposito del vaccino contro il Coronavirus in fase di somministrazione al momento agli operatori sanitari.

Conte infatti ricorda che il piano vaccinale, approvato il 2 dicembre scorso dal Parlamento italiano, ha previsto anche le “categorie di priorità”, che ha detto, “lo ricordiamo sono gli operatori sanitari, gli operatori socio-sanitari, quindi i residenti nelle Rsa”.

“Da questo punto di vista procederemo rispettando queste indicazioni” aggiunge ancora Conte “così come approvate dalle Camere, e voglio aggiungere anche dalla Conferenza Stato Regioni”.

Ad alcuni quest’ultima precisazione è sembrata far riferimento alla scelta del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, di vaccinarsi il 27 dicembre, sostanzialmente saltando la fila e l’ordine previsto dal piano vaccinale.

Sembra però che Conte non ha alluso a De Luca ed ha proseguito il discorso sul piano vaccinale parlando del “grande sforzo sul piano della logistica” e dell’impegno di tutto il Paese per mettere in campo una vaccinazione mai realizzata prima in Italia.

La campagna vaccinale

Per quanto riguarda la campagna di somministrazione del vaccino, Conte afferma che entro gennaio si raggiungeranno i 3 milioni di dosi Pfizer e sempre a gennaio si aggiungeranno anche le dosi del vaccino Moderna.

Nella prima fase saranno vaccinati 1,8 milioni di persone (operatori sanitari e residenti nelle case di riposo), quindi sarà la volta delle persone sopra gli 80 anni che sono 4,4 milioni. Quindi si passerà alla fascia anagrafica dai 79 anni ai 60 anni che rappresentano 13,4 milioni di italiani, e poi sarà accessibile a chi avrà una patologia cronica (7,4 milioni) e da qui in poi sarà accessibile a tutti.

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