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Voli, concerti e grandi eventi: verso il "passaporto vaccinale" digitale

© Sputnik . Ilya Naymushin / Vai alla galleria fotograficaTunnel di disinfezione in un aeroporto
Tunnel di disinfezione in un aeroporto - Sputnik Italia
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Sono diversi i progetti allo studio dei colossi del digitale e delle compagnie aeree per riprendere a viaggiare in sicurezza. Ma le app per il "passaporto vaccinale" rischiano di escludere giovani e meno abbienti.

Common Pass, Travel Pass, Digital Health Pass. Sono i nomi delle applicazioni che stanno sviluppando alcune compagnie aeree in collaborazione con i colossi dell’informatica per poter tornare a viaggiare in sicurezza.

Un vero e proprio “passaporto sanitario” che permetterà di imbarcarsi sui voli di linea, ma anche di poter seguire un concerto, andare a teatro o al cinema.

L’idea è quella di registrare sulle piattaforme l’esito del tampone che attesti la negatività al virus, e, in futuro, quando il vaccino sarà disponibile per tutti, anche la prova dell’avvenuta immunizzazione.

Il progetto prevede che la app debba essere esibita direttamente al gate, proprio come accade oggi con le carte d’imbarco digitali sul telefonino. Lo stesso potrebbe avvenire per l’accesso ai grandi eventi.

Uno di questi sistemi, il Common Trust Network, è già entrato in funzione in via sperimentale dallo scorso mese di ottobre su alcune compagnie aeree. Tra queste, come si legge in un approfondimento della Cnn Business, ci sono Cathay Pacific, JetBlue, Lufthansa, Swiss Airlines, United Airlines e Virgin Atlantic, che hanno iniziato ad utilizzarlo su alcune rotte.

La app è stata sviluppata da una fondazione no profit di Ginevra, la The Commons Project, assieme al World Economic Forum, in collaborazione con le compagnie aeree. Attraverso il sistema Common Pass gli utenti possono caricare i risultati dei test anti-Covid o il proprio certificato di vaccinazione. Il programma genera un codice Qr che viene mostrato alle autorità “senza rivelare informazioni sensibili”.

L’obiettivo, però, spiega alla Cnn, Thomas Crampton, portavoce della fondazione, è quello di arrivare ad una “carta gialla digitale”, ovvero ad un certificato vaccinale come presupposto per viaggiare.

Anche il colosso dell’informatica IBM sta lavorando ad un progetto del genere. Si chiama Digital Healt Pass e mette a disposizione delle compagnie aeree o di chi organizza grandi eventi, una piattaforma personalizzabile con i propri indicatori richiesti (come test anti-Covid, controllo della temperatura e certificato vaccinale).

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Le credenziali corrispondenti saranno conservate in un “portafoglio” digitale che viene mostrato all’ingresso di un evento o prima di imbarcarsi su un volo tramite app sul cellulare.

È stata battezzata Travel Pass, invece, l’applicazione sviluppata dalla Iata, l'International Air Transport Association, che raggruppa circa 250 compagnie aeree. L’obiettivo, come si legge sul sito dell’organizzazione è quello di “informare i passeggeri su quali test, vaccini o altre misure sono richieste prima di partire, di fornire dettagli su dove eseguire i test, e permettere di condividere il risultato dei tamponi o il certificato vaccinale in un modo sicuro, verificabile e rispettoso della privacy”.

Anche il sistema Travel Pass genera un Qr code che permette di saltare la quarantena una volta dimostrata la propria negatività.

Ma sono ancora tanti i dubbi. Non solo riguardo la privacy.

Chi non ha uno smartphone o non è avvezzo alla tecnologia, innanzitutto, non potrebbe usufruire del servizio, e quindi non potrebbe spostarsi. In più, come sottolinea Repubblica, c’è il rischio che proprio i più giovani rischino di rimanere a terra per almeno un altro anno, visto che la loro fascia d’età sarà l’ultima ad accedere alla vaccinazione.

In più, nota la dottoressa Julie Parsonnet, infettivologa dell’università di Stanford, intervistata dalla Cnn, “non è chiaro quanto il vaccino sia efficace nell’interrompere la trasmissione del virus”. “Finché questo non sarà chiarito, non possiamo dire quanto saranno efficaci passaporti di questo tipo”, ragiona la dottoressa.

Secondo il direttore esecutivo della Linux Foundation Public Healt, Brian Behlendorf, però le app per il “passaporto vaccinale” potrebbero diventare operative su larga scala molto presto: già nella prima metà del prossimo anno.

 

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