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Facebook liquiderà le sue holding in Irlanda

© REUTERS / Dado RuvicA man is silhouetted against a video screen with a Facebook logo
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Facebook liquiderà le sue holding in Irlanda con le quali fino ad ora aveva goduto di un regime fiscale agevolato grazie al quale aveva evitato tasse molto più alte negli Stati Uniti e in altri paesi.

Nel 2018, l'ultimo anno in cui sono disponibili i dati, la principale controllata di Facebook in Irlanda avrebbe pagato $101 milioni di tasse per un profitto superiore ai 15 miliardi $. Le varie aziende di Facebook nel mondo pagavano all'affiliata irlandese l'uso per la proprietà intellettuale.

La Facebook International Holdings Unlimited Company ha registrato un ricavo di $30 miliardi nel 2018, più della metà del fatturato globale totale di Facebook, che è pari a 56 miliardi di dollari.

Dunque il colosso dell'IT ha deciso di riportare la proprietà intellettuale negli Stati Uniti dopo che l'IRS (Internal Revenue Service), l’agenzia governativa Usa per la riscossione dei tributi, ha stabilito che Facebook dovrà versare più di 9 miliardi di dollari in tasse non pagate per aver trasferito i suoi guadagni in Irlanda nel 2010.

Prima della quotazione in borsa nel 2012, Facebook valutò i suoi beni immateriali a 6,5 miliardi di dollari nel 2010, cosa che secondo l'IRS non è vera. Infatti quest'ultima ha affermato che il valore reale era di $21 miliardi.

Dunque da qui nasce la decisione di Facebook di liquidare tre delle sue holding in Irlanda, notizia riportata dal Times.

Facebook ha rilasciato una dichiarazione nella quale ha confermato il rimpatrio della proprietà intellettuale relativa alle operazioni internazionali della compagnia. Inoltre ha specificato che la scelta di effettuare questo cambiamento "sia coerente con i cambiamenti recenti e imminenti della legislazione fiscale che i responsabili politici stanno sostenendo in tutto il mondo" e "prevediamo di avere la maggior parte delle nostre attività e delle persone" negli Stati Uniti. Infatti Facebook è finita nel mirino dell'antitrust statunitense per la presunta adozione di pratiche anticoncorrenziali.

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