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Un militare ucciso in un attacco alle posizioni azere nel Nagorno-Karabakh - Baku. NKR smentisce

© AFP 2021 / STRINGERSoldato dell'Azerbaijan
Soldato dell'Azerbaijan  - Sputnik Italia
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La scorsa settimana il presidente azerbaigiano Ilham Aliyev ha annunciato che i militari arruolati durante l'escalation in Nagorno-Karabakh lasceranno l'esercito a partire dal 15 aprile.

Il ministero della Difesa azero lunedì ha affermato che uno dei suoi soldati era stato ucciso a seguito di un attacco alle posizioni azere nel Nagorno-Karabakh.

"Il 27 dicembre un gruppo armato armeno illegale ha attaccato postazioni dell'esercito azero nel villaggio di Agdam nel distretto di Khojavend. Di conseguenza, uno dei nostri militari, Ganbarov Elmir Rayil, è stato ucciso, e un altro soldato è stato ferito”, si afferma in un comunicato del ministero della Difesa.

Secondo il ministero, il militare ferito è stato portato in una struttura medica dopo aver ricevuto assistenza medica urgente, la sua vita non è in pericolo.

Da parte sua il ministero Difesa della Repubblica di Artsakh (Repubblica del Nagorno Karabakh, NKR) smentisce qualsiasi coinvolgimento nel recente "attacco" sulle posizioni azere:

"Ieri e oggi, per ora, nessuna unità dell'esercito di difesa dell'Artsakh, nemmeno paramilitari, ha preso parte ad alcuna operazione. Nessun incidente è stato registrato, nessun attacco è partito dalla parte armena", ha reso noto il ministero in un comunicato, diffuso dal centro informazioni ufficiale.

Il conflitto in Nagorno-Karabakh

Il conflitto decennale del Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian è divampato alla fine di settembre, provocando vittime militari e civili da entrambe le parti. Le ostilità si sono concluse dopo che le parti hanno concordato un cessate il fuoco mediato dalla Russia il 9 novembre.

L'accordo ha comportato la perdita della maggior parte dei territori controllati dall'autoproclamata repubblica del Nagorno-Karabakh e il dispiegamento di forze di pace russe nella regione. Le forze di pace scortano i convogli militari, garantiscono il ritorno sicuro dei rifugiati nel Nagorno-Karabakh, monitorano il cessate il fuoco e forniscono assistenza umanitaria.

Dopo la firma dell'accordo, Mosca e Ankara hanno firmato un memorandum sulla creazione di un centro in Azerbaigian per monitorare congiuntamente il cessate il fuoco nella regione contesa. La Turchia è stata un sostenitore dell'Azerbaigian durante il conflitto.

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